Il trasporto pubblico locale al centro delle ultime conferenze interistituzionali delle Regioni

Il trasporto pubblico locale, per aspetti differenti e con diversi provvedimenti, è stato all’attenzione delle Regioni nelle conferenze interistituzionali fra novembre e dicembre. Uno dei temi principali è stato quello dell'assegnazione delle risorse

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Il trasporto pubblico locale, per aspetti differenti e con diversi provvedimenti, è stato all’attenzione delle Regioni nelle conferenze interistituzionali fra novembre e dicembre. Il 3 novembre, nella Conferenza Unificata, è stata sancita l’intesa sul decreto di assegnazione delle risorse (fondo di cui all’art. 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018 n. 145) da destinare ad attività di manutenzione straordinaria dei sistemi di trasporto rapido di massa a impianti fissi. Un “via libera” che la Conferenza delle Regioni ha concesso non senza rimarcare – con un documento di segnalazioni – alcune aree di criticità.

Nella stessa seduta della Conferenza Unificata era all’ordine del giorno l’intesa decreto per la ripartizione, tra le regioni a statuto ordinario, delle risorse del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale per l’esercizio 2021.Nell’occasione la Conferenza delle Regioni ha condizionato l’intesa sul provvedimento all’accoglimento e all’applicazione di due criteri per il riparto della quota PIR (raccolti in un documento consegnato al Governo), nello specifico:- il 50% distribuito tra tutte le Regioni, secondo la quota storica di accesso al Fondo nazionale trasporti;- il restante 50% distribuito tra le sole Regioni che hanno registrato minori costi di pedaggio (Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Toscana) in base ai criteri di cui allo schema formalmente trasmesso alla Conferenza.In subordine, in caso di assoluta impossibilità a predisporre in tempo utile lo schema di decreto secondo tale impostazione e al fine di non impedire l’erogazione delle risorse, la Conferenza ha chiesto di ripartire la ‘quota PIR’ tra tutte le Regioni, secondo la quota storica di accesso al Fondo nazionale trasporti.

Il tema è stato quindi rinviato ed è tornato all’ordine del giorno della Conferenza Unificata dell’11 novembre dove si è constatato che il nuovo schema di decreto trasmesso dal ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili ha tenuto conto delle richiese delle Regioni per cui in quella sede è stato possibile sancire l’intesa.All’ordine del giorno della stessa Conferenza Unificata dell’11 novembre anche il decreto sul riparto delle risorse afferenti all’avviso n. 2 per la presentazione di istanze per l’accesso alle risorse destinate al trasporto rapido di massa ad impianti fissi.La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha espresso l’intesa condizionata però all’impegno formale del Ministero a prevedere, nei prossimi provvedimenti finanziari – come riportato in uno specifico documento –  lo stanziamento di risorse per la realizzazione e manutenzione straordinaria di ascensori e scale mobili utili a soddisfare le esigenze di mobilità urbana nelle città con dislivello altimetrico, nonché per i sistemi di trasporto suburbano e interurbano su gomma ad alimentazione.

La Conferenza delle Regioni il 18 novembre ha esaminato il testo, acquisito informalmente, del Ddl Concorrenza, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 4 novembre 2021, rilevando alcune problematicità all’articolo concernente la disciplina degli affidamenti dei servizi di trasporto pubblico locale regionale. Per tali ragioni la Conferenza ha predisposto specifici emendamenti contenuti in un documento che è stato inviato al ministro per le infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e alla ministra per gli affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini. Due gli ordini del giorno licenziati invece dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che si è riunita il 2 dicembre. Nel primo – TPL: questioni urgenti da sottoporre all’attenzione del Ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili e del Ministro dell’Economia e Finanze – si riscontra la completa assenza di stanziamenti per l’annualità 2021, da destinare ai mancati ricavi determinati dalla pandemia, sebbene le perdite registrate, secondo una stima di aziende e Regioni, ammontino a circa 1,6 miliardi di euro.  

A tal proposito la Conferenza, in occasione del parere sullo schema di decreto di riparto del saldo 2020, aveva condizionato l’intesa all’impegno del Governo a garantire futuri stanziamenti per la copertura dei minori ricavi tariffari, registrati nel 2021.  Per consentire una maggiore flessibilità alle Regioni nella gestione dei propri bilanci, appare quindi opportuno autorizzare l’utilizzo di eventuali risorse residue 2020 per i servizi svolti nel 2021e le risorse residue 2021 per i servizi necessari per il 2022 al fine di fronteggiare la domanda di trasporto dal 1° gennaio 2022, tenuto conto che la programmazione dei servizi non può essere stravolta pochi giorni prima dell’inizio dell’anno.  Infine, nel documento si segnala che, in considerazione dell’incremento dei costi dell’energia per il trasporto pubblico gomma e ferro, sarà necessario valutare l’impatto dell’aumento dei costi dell’energia (carburanti ed energia elettrica) sui costi del trasporto pubblico.

L’altro ordine del giorno è una Sollecitazione per l’erogazione delle risorse destinate con decreti già esaminati dalla conferenza unificata al sistema del trasporto pubblico locale e regionale.

Infine il 16 dicembre la Conferenza delle Regioni ha espresso l’intesa – in sede di Conferenza Unificata – sul decreto per il “rinnovo delle flotte bus e treni verdi 2021-2026 – di cui alla misura m2c2 – 4.4.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – che assegna 1,9 miliardi ai Comuni. In uno specifico documento le Regioni hanno però segnalato l’eccessiva ristrettezza dei tempi concessi alle Regioni e Province autonome per esaminare gli schemi di decreto e poter concordare una posizione comune. E’ stato anche richiesto che, in occasione del prossimo riparto delle risorse stanziate dal DL n. 121/2021, sia data priorità alle Regioni e Province autonome con capoluoghi di Provincia che non siano Città metropolitane e con livelli di inquinamento prossimi alle soglie massime fissate dall’Unione europea.