Giovedì 21 maggio entra in vigore il nuovo Regolamento europeo 2024/1157 sulle spedizioni di rifiuti, che introduce norme molto più rigide lungo tutta la filiera. La norma prevede controlli più severi contro traffici illegali e documentazioni false e un sistema digitale unico europeo per la tracciabilità dal luogo di partenza fino all’impianto di destinazione.
L’obiettivo è quello di rafforzare il principio di autosufficienza e prossimità, riducendo le esportazioni di rifiuti problematici verso paesi terzi e contemporaneamente favorendo il riciclo e il recupero dentro l’Ue.
Uno dei cambiamenti più importanti e immediati riguarda i rifiuti destinati allo smaltimento, che dal 21 maggio non potranno viaggiare tra Stati membri, tranne in casi eccezionali. Lo stop sarà invece “assoluto e mai derogabile” per i rifiuti urbani indifferenziati, per i quali ci sarà un divieto totale di esportazione fuori dai confini dello spazio economico europeo.
Nuove regole anche per i rifiuti recuperabili e, in particolare, le plastiche destinate fuori dall’Ue, sia verso paesi OCSE che non OCSE, che necessiteranno di una procedura di notifica e di autorizzazione preventiva scritta. Dal 21 novembre però scatterà la messa al bando totale delle esportazioni di plastica verso i paesi non OCSE, e poi dal 21 maggio 2027, quando tutte le destinazioni non OCSE che non siano state nel frattempo autorizzate dalla Commissione Ue non potranno più ricevere rifiuti non pericolosi da recuperare.
Infine la riforma introduce il DIWASS (Digital Waste Shipment System), il sistema digitale unico europeo che renderà elettronica la trasmissione e lo scambio di informazioni e documenti relativi alle spedizioni transfrontaliere. Ogni spedizione sarà registrata, monitorata e verificabile quasi in tempo reale dalle autorità competenti dei diversi Paesi. Questo, ovviamente, per tracciare ogni carico e rendere più difficile la falsificazione dei documenti o il traffico illegale di materiali.










