La partita sulla realizzazione dell’inceneritore a Cavaglià in provincia di Biella non è finita. Qualche giorno fa il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso di A2A, annullando il provvedimento con cui la Provincia aveva detto no alla realizzazione dell’impianto: secondo i giudici la competenza spetta alla Regione e non all’ente provinciale, che ora però ha deciso di fare ricorso al Consiglio di Stato.
Il Tar ha stabilito che la legge regionale di delega non era più efficace, in quanto superata dalla legge nazionale che ha allocato presso lo Stato o presso le Regioni determinate competenze. La Provincia di Biella è invece convinta di aver agito secondo norme e infatti, come confermato dal suo presidente, Emanuele Ramella Pralungo, è stato dato mandato agli uffici di competenza di fare appello all’Organo costituzionale.
L’inceneritore di Cavaglià riguarda un progetto presentato già nel 2021, per un impianto dalla capacità di incenerimento di circa 270 mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. L’opera si dovrebbe insediare nell’area industriale ex Zincocelere, con un camino di 90 metri da realizzare accanto al polo tecnologico di A2A operativo da anni. La sua è una breve storia di ricorsi e controricorsi.



