“Liguria e Piemonte uniti in difesa di ambiente e salute”: Angelo Bonelli e Marco Grimaldi, deputati di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere conto delle ricadute ambientali legate alla costruzione di un inceneritore in Val Bormida. L’area, al confine tra Liguria e Piemonte, in passato è stata duramente segnata dalla vicenda Acna.
Secondo Cia Cuneo, Piemonte e Valle D’Aosta il progetto rischia di compromettere ulteriormente un territorio che soffre la carenza di servizi essenziali e che si sta rialzando solo ora tramite la promozione del paesaggio, dei vigneti, dei percorsi cicloturistici e di un’immagine di natura incontaminata.
I promotori dell’interrogazione parlamentare Bonelli e Grimaldi hanno sottolineato che la Val Bormida è soggetta da anni a emissioni di benzo(a)pirene, sostanza chimica che appartiene alla famiglia degli inquinanti noti come Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), per un valore compreso tra i 45 e gli 82 chilogrammi all’anno. Quasi tutti gli altri comuni liguri si fermano a una cifra non superiore ai 15 chilogrammi all’anno, secondo la Relazione sullo Stato dell’Ambiente (Rsa) della Regione Liguria del 2024. “La Liguria non ha bisogno di un inceneritore ma di una raccolta differenziata efficiente“, commentano i deputati di Avs.
Il 30 giugno scadrà l’avviso dell’Agenzia regionale ligure per i rifiuti (Arlir): non si tratta ancora del bando vero e proprio ma della raccolta delle proposte di partenariato pubblico-privato per l’affidamento della progettazione, della realizzazione e della gestione dell’impianto. Questa fase serve a individuare il progetto migliore su cui basare la gara d’appalto prevista in autunno.










