Riciclo della plastica, Unirima: “La filiera è in emergenza, servono interventi urgenti”

L'associazione delle imprese del recupero e riciclo denuncia il peggioramento della situazione negli impianti, con ritardi nei ritiri dei materiali pressati e aree di stoccaggio ormai sature. Chieste misure straordinarie per evitare ripercussioni sulla raccolta differenziata e sull'intera filiera

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A oltre un mese dal precedente allarme, Unirima torna a denunciare le difficoltà che stanno interessando la filiera del riciclo degli imballaggi in plastica. Secondo l’associazione, i ritardi nel ritiro dei materiali pressati dai Centri comprensoriali continuano a provocare una progressiva saturazione delle aree di stoccaggio, mettendo sotto pressione le imprese del settore.

Per Unirima non si tratta più di una criticità temporanea, ma di una situazione che rischia di compromettere il regolare funzionamento della filiera e che richiede interventi straordinari.

Impianti saturi e costi in aumento

L’associazione evidenzia che il mancato ritiro dei materiali comporta costi aggiuntivi per le aziende, costrette ad ampliare gli spazi di deposito, riorganizzare le attività e, in alcuni casi, sospendere i conferimenti provenienti dalla raccolta differenziata comunale.

Secondo Unirima, questa situazione potrebbe avere conseguenze non solo sulla continuità operativa delle imprese, ma anche sull’occupazione e sulla gestione degli imballaggi in plastica raccolti dai Comuni.

Il problema della qualità dei materiali

Tra le cause delle difficoltà segnalate vi è anche il progressivo aumento delle frazioni estranee e dei materiali non riciclabili presenti nella raccolta differenziata. Un fenomeno che, secondo l’associazione, riduce l’efficienza degli impianti e contribuisce alla saturazione delle capacità di stoccaggio.

Per questo motivo Unirima ritiene necessario affiancare agli interventi emergenziali anche azioni finalizzate a migliorare la qualità dei conferimenti, riducendo la presenza di scarti non riciclabili.

La richiesta di misure straordinarie

L’associazione chiede l’adozione urgente di misure che consentano di aumentare la capacità di stoccaggio temporaneo della plastica e di accelerare il ritiro dei materiali pressati, così da evitare il blocco della raccolta differenziata in alcune aree del Paese.

Secondo il vicepresidente di Unirima con delega al settore plastica, Carmelo Marangi, le imprese stanno affrontando costi sempre più elevati mentre gli spazi disponibili sono ormai prossimi all’esaurimento. A suo giudizio, senza un intervento immediato il rischio è quello di ripercussioni sull’intera filiera dell’economia circolare e sul raggiungimento degli obiettivi nazionali di riciclo.

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