È scaduto l’avviso dell’Agenzia regionale dei Rifiuti (Arlir) per l’inceneritore in Val Bormida: inizialmente fissato per il 30 giugno, il termine era stato spostato al 20 luglio per le incertezze attorno alla questione. “Tutta la Val Bormida, ligure e piemontese, non accetterà mai questo impianto – avvisa il Coordinamento per il No -. Non solo perché come logica, quantità di rifiuti prodotti, numero di residenti, e minima percentuale di differenziata, la scelta più opportuna sarebbe Genova. Ma anche per la nostra viabilità già al collasso e per le criticità ambientali“.
Le aree ipotizzate dai proponenti per il termovalorizzatore sono in due casi l’ex Acna di Cengio, in altri due Cairo e quella dell’Italiana Coke. La partecipazione di Amiu farebbe pensare a un’ipotesi anche nel Genovese. Sull’opzione, la sindaca Silvia Salis aveva affermato che non sarebbe opportuno che Amiu restasse fuori dalla partita visto che Genova produce circa il 60% dei rifiuti della Liguria, ma anche che nel capoluogo ligure non ci sarebbero aree disponibili. Si attende ora l’avviso, mentre in autunno si procederà con la gara vera e propria per arrivare all’assegnazione del progetto entro la fine dell’anno.
I gruppi a partecipare al bando per l’inceneritore in Val Bormida sono almeno sette: A2A Ambiente, Acea Ambiente, Iren Ambiente, Herambiente, Kanadevia Inova, Rti EcoEridania – Italiana Coke e Amiu, la società per azioni che gestisce l’intero ciclo dei rifiuti e la raccolta differenziata a Genova. Rti EcoEridania e Italiana Coke avevano già risposto alla manifestazione di interesse promossa da Arlir.










