In un contesto segnato da costi energetici elevati, incertezze economiche e tensioni internazionali, l’industria italiana del vetro prosegue il proprio percorso verso modelli produttivi più sostenibili. È quanto emerge dal quarto Rapporto di sostenibilità di Assovetro, che analizza le performance economiche, ambientali e sociali del settore nel biennio 2023-2024.
Performance economica: fatturato stabile e investimenti in crescita
Nel 2024 il fatturato del comparto ha raggiunto i 3,82 miliardi di euro, con un miglioramento del rapporto costi/ricavi attestato all’88,2%. La produzione complessiva si è stabilizzata intorno ai 5 milioni di tonnellate, risentendo del calo dei consumi legato all’inflazione e alle dinamiche geopolitiche.
Una quota significativa della produzione, pari all’86%, è destinata al vetro cavo, in gran parte per contenitori alimentari e farmaceutici, mentre il vetro piano rappresenta il 12,2% ed è impiegato in edilizia e nel settore automotive.
Particolarmente rilevante il dato sugli investimenti: nel 2024 sono stati superati i 270 milioni di euro, pari a circa il 9% del fatturato, il valore più alto registrato dal 2016, a conferma della spinta verso innovazione e aggiornamento tecnologico. A incidere sui costi resta soprattutto l’energia, che nel 2023 ha rappresentato il 22,12% dei costi di produzione, scesa al 18,90% nel 2024.
Transizione energetica e riduzione delle emissioni
Il Rapporto evidenzia progressi significativi sul fronte ambientale, a partire dall’uso dell’energia. Nel 2024 la quota di energia da fonti rinnovabili ha raggiunto il 37%, in forte crescita rispetto all’11% registrato solo due anni prima.
I consumi energetici, principalmente legati al gas, hanno registrato una lieve diminuzione, anche in relazione al calo della produzione. L’efficienza energetica del settore si mantiene stabile nel lungo periodo, mentre si registra una riduzione delle emissioni inquinanti: le emissioni di ossidi di azoto sono diminuite del 36,5% rispetto al 2016 e quelle di ossidi di zolfo del 42,9%.
Le emissioni di CO₂ mostrano un andamento stabile nel breve periodo, ma risultano in forte diminuzione nel lungo termine, con una riduzione di circa il 70% rispetto a quarant’anni fa.
Consumi idrici ed economia circolare
Tra i dati più rilevanti emerge la riduzione dei consumi idrici, che risultano dimezzati rispetto al 2016, passando da 2,16 a 1,18 metri cubi per tonnellata di vetro fuso, grazie all’introduzione di tecnologie e sistemi più efficienti.
Il settore del vetro si conferma inoltre centrale nei modelli di economia circolare. Nel 2024 la raccolta differenziata ha raggiunto il 91%, mentre il tasso di riciclo degli imballaggi in vetro si attesta all’80,3%, in crescita rispetto all’anno precedente. Le vetrerie hanno utilizzato mediamente il 57% di materia prima riciclata, con benefici in termini di risparmio di risorse naturali, energia ed emissioni.
Parallelamente, aumenta anche il numero di certificazioni ambientali, con un incremento significativo dei siti certificati rispetto al 2016.
Una roadmap per la sostenibilità del settore
Il quarto Rapporto di sostenibilità di Assovetro offre una fotografia aggiornata di un comparto chiamato a confrontarsi con sfide complesse, ma impegnato nel percorso di transizione ecologica.
Come sottolineato dal presidente Marco Ravasi, il settore continua a investire in ricerca e innovazione per ridurre l’impatto ambientale, pur evidenziando la necessità di un supporto da parte delle istituzioni per affrontare una trasformazione che coinvolge l’intero sistema industriale.











