“Il piano Möves rappresenta una grande opportunità per la mobilità attiva a Milano. Ma il Programma urbano dei Parcheggi è fermo al 2013″. È questo il commento di Federico Del Prete, responsabile Mobilità e Spazio pubblico di Legambiente Lombardia, al piano presentato dal Comune di Milano il 13 aprile scorso. L’iniziativa definisce le nuove linee guida per lo sviluppo della mobilità attiva (pedonale e ciclistica) con l’obiettivo di rendere la città più sicura, vivibile e meno congestionata dal traffico.
Il piano presenta diverse misure all’avanguardia e si unisce negli intenti alle Linee guida per la progettazione dello Spazio pubblico, che verranno aggiornate in questo periodo: sempre il 13 aprile il Comune ha annunciato che a breve partirà il processo partecipativo dei cittadini sul tema.
Dall’altra parte, però, Del Prete critica il mancato aggiornamento del Programma urbano dei Parcheggi (Pup): “Le linee di indirizzo del Pup sono ferme al 2013 – dice – e questo rappresenta l’ostacolo principale per Möves. Se noi aggiungiamo, aggiungiamo e aggiungiamo ciclabilità e pedonalità allo spazio pubblico ma non togliamo mai niente, cioè le automobili, non si arriva da nessuna parte. Nonostante i grandi sforzi dell’amministrazione, al momento la mobilità attiva a Milano è nei fatti disincentivata dalla massiccia motorizzazione individuale, in tendenziale aumento”.
L’aggiornamento del Pup è stato sollecitato più volte dagli attivisti e dalle associazioni, ma non è mai arrivato in Comune. “Il problema non sono tanto gli uffici, composti da professionisti estremamente competenti e aggiornati anche a livello internazionale – sottolinea l’esperto -. È la parte politica che è restia ad affrontare con determinazione questo ostacolo per uscire dalla motorizzazione di massa, che purtroppo nel nostro Paese è ancora un orizzonte culturale molto presente. L’Italia è il Paese più motorizzato d’Europa, con 720 automobili ogni mille abitanti. Abbiamo anche il tasso di motorizzazione delle città più alto del continente”.
La motorizzazione rimane alta
Secondo i dati forniti da Del Prete, pur essendo una città dove l’automobile presenta una percentuale contenuta sul totale degli spostamenti con gli altri mezzi (36% auto, 38% trasporto pubblico), a Milano ci sono tantissime automobili e le cifre sono in aumento: 510 auto ogni mille abitanti, oltre il doppio di altre realtà urbane europee: Barcellona, Londra, Lisbona e Parigi presentano una media di circa 250 automobili ogni mille abitanti. Nel capoluogo lombardo si stimano poi oltre 600mila automobili private e 200mila motocicli, a cui si aggiungono i veicoli commerciali e industriali.
“Tra le sfide che il prossimo Pup dovrà raccogliere per non vanificare gli sforzi di Möves – continua il responsabile Mobilità e Spazio pubblico di Legambiente Lombardia – c’è la tariffazione della sosta anche per i residenti, al netto della conformità della categoria ecologica stabilita da Area B. Ma anche la riduzione degli stalli per automobile di almeno la metà: oggi si assestano intorno alle 300mila unità. C’è infine bisogno di combattere la sosta irregolare, che sfiora le 64mila unità giornaliere. Noi italiani pensiamo ancora che parcheggiare un’automobile sul suolo pubblico sia una cosa normale, ma altrove non è normale”.
Il percorso di Möves: un tassello per la transizione ecologica
Del Prete spiega che le linee guida di Möves sono arrivate alla loro presentazione ufficiale dopo mesi di progettazione partecipata. Un percorso nato dopo la crisi del 2023-24 legata alle vittime della strada, che sono state principalmente donne e in maggior parte in bicicletta. “Questo – spiega l’esperto di Legambiente – ha spinto il sindaco Sala a creare una task force composta da soggetti della società civile e da professionisti, che poi ha portato a un orizzonte che si chiamava Milano Futura Ora. Da Milano Futura Ora scaturisce Möves, che è un piano strutturato che ha valenza di indirizzo: se bisogna costruire un marciapiede si deve andare a vedere su Möves come fare”.
Mentre Möves è più orientato alla mobilità attiva, cioè pedalità e ciclabilità, le Linee guida per la progettazione dello Spazio pubblico, nate in collaborazione con Bloomberg, sono incentrate sull’urbanistica tattica, con l’obiettivo di liberare le piazze dalla sosta automobilistica, restituendole alle persone. “Queste iniziative spiegano come Milano si stia affacciando alla transizione ecologica, perché poi è di questo che stiamo parlando: una riduzione delle emissioni sia inquinanti che climalteranti attraverso la mobilità attiva, la ciclabilità e soprattutto la pedonalità“.
Milano è tra le poche città italiane che si sono dotate di linee guida di questo tipo ed è l’unica con un assessorato allo Spazio pubblico. “Il capoluogo lombardo – conclude Del Prete – può e deve rimanere il laboratorio italiano per la transizione ecologica nello spazio urbano, ma possibilmente senza rimandare alla prossima consiliatura gli impegni presi in tal senso. Anche perché nel caso dipenderebbe tutto dalle volontà di chi arriverà dopo il fatidico giugno 2027, quando l’attuale giunta verrà sostituita. Lo spazio pubblico è proprio il luogo dove si deve effettuare la transizione ecologica: si tratta del 30% della superficie utile. La strada è un bene comune“.











