La città metropolitana di Torino in prima fila contro la dispersione degli imballaggi monouso

L'ente ha aderito alla campagna “A buon rendere – Molto più di un vuoto” promossa dall’Associazione Comuni Virtuosi e mirata all’introduzione di un sistema di deposito cauzionale per i contenitori di bevande. Agata Fortunato, responsabile Ufficio Ciclo Rifiuti della Città Metropolitana: “Attraverso il supporto a questa iniziativa nazionale l’intento è anche sollecitare il territorio e verificare la possibilità di qualche azione pilota in vista di una regolamentazione nazionale"

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Ansa

A buon rendere – Molto più di un vuoto”. Così si chiama la nuova campagna nazionale promossa dall’Associazione Comuni Virtuosi, una rete di enti locali che dal 2005 è in prima linea per favorire una armoniosa e sostenibile gestione dei territori per aumentare la consapevolezza ambientale e soprattutto diffondere nuovi stili di consumo tra i cittadini.

La Città metropolitana di Torino ha immediatamente aderito alla campagna – mirata all’introduzione di un sistema di deposito cauzionale per i contenitori di bevande – con un decreto a firma del consigliere delegato all’ambiente Gianfranco Guerrini. “Con la nostra adesione – ha spiegato Guerrini – intendiamo sostenere l’introduzione di un sistema di raccolta efficiente dei contenitori per bevande monouso che permette di intercettare oltre il 90% dei contenitori immessi al consumo. Il successo del sistema è dovuto al versamento di un piccolo deposito aggiunto al prezzo di vendita delle bevande vendute in contenitori monouso di materiali diversi come plastica, vetro e alluminio. Il deposito è successivamente restituito al cittadino nel momento in cui il contenitore viene correttamente conferito o riconsegnato nei punti di raccolta: solitamente presso i supermercati. Un aiuto concreto alla lotta contro la dispersione dei rifiuti da imballaggi per bevande sul territorio”.

Il sistema di deposito cauzionale per bevande, come dimostrano le esperienze dei 12 paesi europei in cui è già in vigore, consente di intercettare questo tipo di rifiuti ed evitare che essi vengano erroneamente conferiti nel “non recuperabile”, o che vengano abbandonati per le strade o più in generale nell’ambiente. L’incentivo economico stimola la restituzione dei contenitori per recuperare la cauzione permettendo, in tal modo, di salvare risorse preziose dalle quali ricreare anche nuovi imballaggi, di migliorare la raccolta differenziata e mantenere città e ambiente naturale più puliti. Questi sistemi sono, dunque, economicamente vantaggiosi perché permettono da un lato di implementare le percentuali di raccolta differenziata di tali imballaggi funzionale al successivo riciclo, dall’altro permettono di ridurre gli interventi necessari per rimuovere i rifiuti abbandonati sul territorio con oneri a carico dei comuni e di conseguenza dei contribuenti. I sistemi di deposito cauzionale si basano sulla logica di “chi inquina paga” in modo che chiunque abbandoni tali imballaggi vada a finanziare con la cauzione non recuperata l’intero sistema e stimolando, al tempo stesso, la partecipazione attiva dei cittadini che, sotto la spinta dell’incentivo economico, sono portati a raccogliere gli imballaggi rimasti abbandonati e conferirli ai corretti punti di raccolta.

Il deposito cauzione risulta l’unico sistema che permette il raggiungimento degli obiettivi europei e nazionali sui livelli di raccolta differenziata e riciclaggio. Anche la direttiva SUP (Single Use Plastics) del 2019, volta alla riduzione dell’impatto dei prodotti in plastica monouso, suggerisce infatti l’introduzione di regimi di cauzione-rimborso per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di raccolta del 90% al 2029 definiti per le bottiglie in plastica. “Attraverso il supporto a questa iniziativa nazionale l’intento è anche sollecitare il territorio – Consorzi di Area Vasta, Comuni e gestori del servizio pubblico – e perché no, verificare la possibilità di implementare qualche azione pilota, in vista di una regolamentazione nazionale che si auspica possa arrivare quanto prima – dice Agata Fortunato, responsabile dell’Ufficio Ciclo Rifiuti della Città Metropolitana”.

Sono 21 le organizzazioni (di cui 16 nazionali e 5 europee, tra cui anche Zero Waste EU e EEB – European Environmental Bureau) che sostengono la campagna “A buon rendere – Molto più di un vuoto”, una campagna che mira ad essere una voce autorevole nel dibattito italiano per contribuire alla velocizzazione dei tempi di approvazione di una legge nazionale sul Sistema di Deposito.  Oltre all’introduzione di un sistema di deposito cauzionale di portata nazionale, obbligatorio per i produttori di bevande e che copra tutte le tipologie di bevande nelle diverse dimensioni commercializzate in bottiglie di plastica, vetro e lattine. Secondo il fronte che sostiene la campagna, al quale la Città Metropolitana si è idealmente unita, il modello di DRS (Deposit Return System) a cui l’Italia dovrebbe puntare dovrebbe inoltre essere guidato da un ente centrale no profit formato da produttori e rivenditori di bevande, trasparente nella gestione, equo per tutti i soggetti che partecipano al suo funzionamento e sostenibile sia ambientalmente che economicamente senza pesare sugli enti locali e contribuenti.

Il testo del Decreto della Città Metropolitana di Torino https://stilo.cittametropolitana.torino.it/albopretorio/#/albo/atto/30608

Tutti i dettagli sulla campagna, che promuove fra l’altro una petizione da firmare per i singoli cittadini, si trovano sul sito https://www.buonrendere.it/