Il nostro approfondimento parte da un presupposto statistico: circa il 70% degli italiani considera i codici promozionali decisivi nella valutazione dei propri acquisti online. In sostanza, addirittura il 92% degli acquirenti digitali del nostro paese utilizza coupon in media almeno una volta al mese. Ad oggi, in Italia, l’intero mercato dei codici sconto si stima abbia un valore superiore al mezzo miliardo di euro, trovando spazio non solo negli e-commerce e nell’intrattenimento, ma anche in circuiti premi legati agli acquisti e a iniziative di economia circolare.
Ma cosa sono i coupon? Si tratta di particolari tipologie di sconto, utilizzate per potenziare apposite campagne di marketing. In questo articolo, vedremo come i codici promozionali influenzano le scelte d’acquisto dei consumatori e quali sono i servizi, digitali e non, che li utilizzano maggiormente.
I servizi che utilizzano i coupon
A conti fatti, sono tantissimi i servizi che utilizzano questo genere di scontistica, dai coupon nel settore dell’abbigliamento, per finire agli abbonamenti ai servizi di streaming. Attenzione: i codici promozionali sono gettonatissimi anche per fare la spesa e per tutto il settore alimentare in generale. La cosa interessante è che i coupon possono prevedere delle promo molto diverse tra loro.
Si può attingere a sconti in percentuale, ad esempio 20% di sconto su tutta la collezione primavera-estate di un dato marchio di abbigliamento e riservato solo ai clienti iscritti alla newsletter, i quali, proprio tramite la loro casella di posta elettronica, potranno accedere all’apposito codice. Allo stesso modo, è possibile accedere a sconti specifici, ad esempio: 5€ di sconto sulla prossima ricarica telefonica trimestrale.
I codici promozionali online possono prevedere anche altre forme di agevolazione all’acquisto, come l’eliminazione dei costi di consegna in caso di un importo minimo di spesa. In ultimo, possono offrire anche degli omaggi in cambio di un acquisto, in genere, vincolati ad una soglia minima di spesa. Un esempio concreto: “Utilizza questo codice sconto per acquistare 2 paia di scarpe sul nostro e-commerce, il paio meno caro sarà gratuito”. Uno dei settori più all’avanguardia su questo tipo di scontistica? Quello dei videogiochi e, in generale, del gioco online.
Nello specifico, le piattaforme di gioco digitali utilizzano bonus e offerte sotto forma di codice come parte integrante delle proprie strategie operative, con l’obiettivo di rendere l’esperienza dell’utente sempre più appagante. In questo senso, i codici bonus casino messi a disposizione dai siti di settore, e confrontabili su portali di comparazione affidabili garantiscono ai giocatori un budget iniziale con cui iniziare a giocare, spesso addirittura in cambio di una semplice registrazione alla piattaforma di gioco.
Perché i coupon invitano all’acquisto?
Qual è il meccanismo psicologico che porta all’acquisto tramite codici e perché influenza il numero delle vendite? Il successo di questa soluzione di marketing è da ricostruire innanzitutto nelle etichette di urgenza spesso associate a queste strategie. In pratica, nell’acquirente subentrano l’ansia di perdere un’opportunità e, in più, la convinzione di aver risparmiato riduce il senso di colpa o di perdita dovuto alla spesa.
Ne giova, tra l’altro, l’autostima del consumatore, convinto di aver fatto un affare. Non solo! La promozione gratuita funge da effetto magnete, nel senso che può generare nel cliente un senso di gratitudine fino ad arrivare addirittura a un bisogno di sdebitamento. Come? Acquistando. Possiamo tranquillamente sostenere che la diffusione dei coupon digitali ha trasformato le abitudini di consumo dei naviganti, sempre più simili a cacciatori di affari e sempre pronti ad iscriversi all’ultimo aggregatore di promo.
Come vengono diffusi i codici sconto?
Gli acquisti tramite codice promozionale sono esplosi in concomitanza con l’exploit del web e in particolare dei social network. Sono davvero tante le community incentrate sullo scambio di codici di questo tipo. A tal proposito, non rappresenta un caso il fenomeno degli influencer, il cui core business principale consiste proprio nelle sponsorizzazioni e nelle diffusioni di codici sconto. In tal senso, il cambiamento di abitudini dei consumatori online è certificato da un fenomeno in atto.
Infatti, se da un lato il mercato degli influencer in Italia vale 425 milioni, dall’altro, si registra un calo dei fatturati delle celebrity. Sapete a vantaggio di chi? Dei cosiddetti nano influencer, micro opinion leader che, di solito, presentano community più ristrette e comprese tra i 1.000 e i 10.000 follower. Il motivo? Spesso appaiono più competenti, ispirano maggiore fiducia e in più, rivolgendosi a specifiche nicchie di mercato, propongono coupon meglio in target.










