Lavastoviglie per la resistenza civile

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Eco dalle Città si sta impegnando in una raccolta fondi, non siamo abituati né esperti. E’ una iniziativa per l’Ucraina, ce ne sono già molte. E’ per un tema ambientale, può sembrare bizzarro e/o secondario. In una zona di guerra la gestione dei rifiuti è l’ultimo dei problemi? Forse. Ma Leopoli non è zona di guerra in senso stretto, anche se alcuni missili hanno colpito nelle vicinanze. Lviv-Leopoli è la capitale dell’ Ucraina occidentale, una grande città nella quale sono sfollate centinaia di migliaia di persone da altre zone dove si combatte, e attraverso la quale passa ora il principale flusso verso l’estero.

Proprio a Leopoli era nato il primo gruppo ucraino di Zero Waste e grazie all’impegno delle attiviste (si tratta quasi esclusivamente di donne) si era arrivati a organizzare a livello comunale e cittadino la raccolta differenziata dell’organico. L’esperto italiano Enzo Favoino era intervenuto personalmente al consiglio comunale di Leopoli per spiegare i benefici della gestione dell’organico.

Con l’inizio della guerra il gruppo non si è perso d’animo. La cultura del riciclo, del riuso, della riduzione dei rifiuti ha una sue declinazione e una sua utilità in tempo di guerra. Quasi ironica è ad esempio la utilizzazione degli abiti usati o comunque delle eccedenze di abiti. In Ucraina – ci hanno detto Irina e Nadiya di Zwl (Zero Waste Lviv) – sono arrivate fin troppe tonnellate di abiti dall’Europa Occidentale. Il gruppo ha organizzato molti volontari che ritagliano questi abiti in strisce che vengono cucite insieme e formano  grandi reti mimetiche per coprire veicoli, soprattutto blindati. Non ci saremmo mai immaginati di occuparci di questo tipo di riuso/riciclo.

Ma il tema su cui stanno concentrando i loro sforzi, e sul quale vogliamo intervenire con la sottoscrizione, è quello della gestione delle mense che sono state improvvisate attorno alla stazione di Lviv, dove sono accampati o passano migliaia di profughi. Finora sono state gestite all’insegna dell’usa e getta: piatti, bicchieri, bottiglie di plastica, talvolta anche vassoi. Sono quantità notevoli, sono anche costi. E intanto la raccolta differenziata a Leopoli, con tutte le difficoltà della situazione e il caro-energia, è andati in crisi.

Avevamo pensato al tema dei piatti già qualche giorno prima, quando dalla Polonia il responsabile del campo di Jaroslaw ci aveva parlato della loro necessità di dotarsi di lavastoviglie “industriali”. Ma quando abbiamo fatto la video chiamata con Irina e Nadiya di Zwl ci siamo resi conto che la stessa necessità veniva direttamente dalla Ucraina, e anche la possibilità per loro di comprare le lavastoviglie in Ucraina stessa, sostenendo l’economia locale. Il progetto ha quindi un doppio grado di sostenibilità: non comporta spreco di carburante per far viaggiare merci dall’ Italia alla Ucraina e finanzia una attività che riduce danni e costi ambientali e avvicina il ritorno a una vita più vicina alla normalità.

Crediamo che sia anche l’occasione per chi in Italia lavora a una gestione sempre più sostenibile dei rifiuti (materiali post-consumo) per essere presenti e per essere vicini a colleghi e colleghe che hanno competenze e punti di vista che fanno parte della stessa transizione ecologica. Ci siamo proposti, in accordo con Zwl, di essere il tramite canalizzatore della raccolta fondi dall’Italia. Ma siamo aperti a qualunque suggerimento, a condividere l’iniziativa o anche a cedere il passo a chi ha un po’ di tempo e di risorse da mettere in campo.

Aiutiamo ZERO WASTE LEOPOLI, la raccolta fondi su gofundme.com