Le dichiarazioni della Presidente von der Leyen sull’energia

"Negli ultimi sei mesi, durante questa guerra, abbiamo notevolmente aumentato la nostra preparazione e abbiamo indebolito la presa che la Russia aveva sulla nostra economia e sul nostro continente", ha dichiarato la Presidente della Commissione europea

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Siamo di fronte a una situazione straordinaria, non solo perché la Russia è un fornitore inaffidabile, come abbiamo visto negli ultimi giorni, settimane, mesi, ma anche perché la Russia sta attivamente manipolando il mercato del gas. Sono profondamente convinta che con la nostra unità, la nostra determinazione, la nostra solidarietà, riusciremo a superare questo momento. Negli ultimi sei mesi, durante questa guerra, abbiamo notevolmente aumentato la nostra preparazione e abbiamo indebolito la presa che la Russia aveva sulla nostra economia e sul nostro continente. Abbiamo agito su tre fronti: il primo è stato la riduzione della domanda, che ha portato a risparmiare gas per stoccarlo nei depositi. Abbiamo creato uno stoccaggio comune europeo che ci ha portato ad avere le riserve piene all’82%. Un grande successo comunitario visto che l’obiettivo era raggiungere l’80% a fine ottobre e lo abbiamo già superato.

Il secondo passo che abbiamo fatto è stato quello di diversificare le fonti di energia in modo da distanziarci dai combustibili fossili russi. Abbiamo quindi bloccato le importazioni di carbone russo e stiamo finendo il loro petrolio. Abbiamo lavorato molto duramente per trovare nuovi fornitori, come ad esempio Stati Uniti, Norvegia, Azerbaigian, Algeria e altri ancora. In questo momento la Norvegia fornisce più gas all’Unione Europea rispetto alla Russia. Se si guarda ai tagli della Russia sul gas, siamo stati in grado di compensare completamente le importazioni grazie ad accordi con altri fornitori affidabili.

Il terzo passo, il più importante, riguarda i massicci investimenti nelle energie rinnovabili grazie al REPowerEU. Le rinnovabili hanno un basso costo, possono essere prodotte a livello locale e sono in grado di renderci indipendenti. Quest’anno implementeremo energie rinnovabili equivalenti a circa 8 miliardi di metri cubi. Le energie rinnovabili rappresentano quindi la nostra sicurezza energetica per il futuro.

La manipolazione russa sul mercato del gas ha effetti a ricaduta anche sul mercato elettrico. Se da un lato c’è quindi la manipolazione russa, dall’altro, durante l’estate, abbiamo visto anche altri fattori come ad esempio il cambiamento climatico e la siccità. Quest’ultima ha causato una riduzione del 26% nell’Unione Europea e del 46% in Portogallo. Inoltre, in Europa, abbiamo meno energia nucleare che ci pone di fronte a prezzi astronomici dell’energia elettrica per famiglie e imprese e a una volatilità del mercato. Per questo motivo siamo al lavoro su una serie di cinque diverse misure immediate.

Il primo è il risparmio intelligente di elettricità. Ciò che è cambiato nel corso dell’estate, a causa degli elementi che ho appena menzionato, è che ci rendiamo conto che c’è una scarsità globale di energia. Quindi, qualunque cosa facciamo, una cosa è certa: dobbiamo risparmiare elettricità, ma in modo intelligente. Se guardiamo ai costi dell’elettricità, ci sono i picchi di richiesta. Ed è questo che è costoso, perché, in questi picchi di domanda, il gas, che al momento è costoso, entra nel mercato. Dobbiamo quindi appiattire la curva ed evitare i picchi di domanda. Proporremo un obiettivo obbligatorio per ridurre l’uso dell’elettricità nelle ore di punta. E lavoreremo a stretto contatto con gli Stati membri per raggiungere questo obiettivo.

La seconda misura: proporremo un tetto ai ricavi delle aziende che producono elettricità a basso costo. Le fonti energetiche a basso contenuto di carbonio stanno producendo in questi tempi enormi ricavi. Questo perché hanno costi bassi di produzione, ma prezzi elevati sul mercato. Questi ricavi non riflettono i loro costi di produzione. È quindi giunto il momento che i consumatori beneficino dei bassi costi delle fonti energetiche a basso contenuto di carbonio come, ad esempio, le energie rinnovabili. Proporremo di reindirizzare questi profitti inattesi agli Stati membri, affinché questi ultimi possano sostenere le famiglie e le imprese vulnerabili.

La terza misura è che lo stesso vale, ovviamente, per i profitti inaspettati delle compagnie di combustibili fossili. Anche le compagnie petrolifere e del gas hanno realizzato profitti enormi. Pertanto, proporremo un contributo di solidarietà per le compagnie di combustibili fossili. Perché tutte le fonti energetiche devono contribuire a superare questa crisi. Gli Stati membri dovrebbero investire queste entrate per, come ho detto, sostenere le famiglie e le imprese vulnerabili, ma anche per investirle in fonti energetiche pulite di origine nazionale, come lo sono, ad esempio, le energie rinnovabili.

Il quarto punto riguarda le società di servizi energetici che devono essere sostenute per poter affrontare la volatilità dei mercati. In questo caso, si tratta di garantire i mercati a termine. E per questo è necessaria la liquidità. Attualmente a queste aziende viene richiesto di fornire grandi quantità di fondi inaspettati, il che minaccia la loro capacità non solo di operare in questo momento, ma anche la loro futura stabilità sui mercati. È un problema di liquidità. Pertanto, contribuiremo a facilitare il sostegno alla liquidità da parte degli Stati membri per le società energetiche. Aggiorneremo il nostro quadro temporaneo e permetteremo così di fornire rapidamente le garanzie statali.

Il quinto e l’ultimo punto: puntiamo ad abbassare i costi del gas. Pertanto, proporremo un limite di prezzo per il gas russo. Naturalmente, l’obiettivo qui è molto chiaro. Sappiamo tutti che le nostre sanzioni stanno incidendo profondamente sull’economia russa, con un pesante impatto negativo. Ma Putin sta parzialmente tamponando attraverso i ricavi dei combustibili fossili. Quindi qui l’obiettivo è chiaro: dobbiamo tagliare le entrate della Russia, entrate che Putin usa per finanziare la sua atroce guerra in Ucraina. Il nostro lavoro degli ultimi mesi sta dando i suoi frutti. All’inizio della guerra, il 40% del gas importato in Europa era russo, oggi siamo scesi al 9%.

Queste sono le cinque misure che discuteremo con gli Stati membri al Consiglio informale dei ministri dell’Energia di venerdì. Sono tempi duri e non finiranno presto. Ma sono profondamente convinta che, se dimostriamo solidità, unità e determinazione, forza economica e volontà politica, riusciremo a superarli.