L’economia è circolare solo se il cerchio si chiude. L’esempio virtuoso di FaterSmart per il riciclo dei pannolini

Fabbri: “Questi rifiuti raccolti in modo separato continuino a finire in discarica o negli inceneritori insieme a tutti gli altri. L’unico impianto di riciclo che esiste è quello di Contarina a Lovadina di Spresiano, che da solo può gestire solo le necessità di 1 milione di abitanti. Se vogliamo realmente parlare di Economia Circolare, dobbiamo chiudere il cerchio”

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Nei 4 giorni di Ecomondo sono stati usati in Italia oltre 40 milioni di prodotti assorbenti per la persona, 7 mila al minuto. Un’enorme mole di rifiuti destinata a finire in discarica o nell’inceneritore che invece, grazie alla tecnologia sviluppata da FaterSMART, sarebbe possibile valorizzare attraverso il riciclo, recuperando il 100% delle materie prime che li compongono ovvero plastica, cellulosa e polimero super assorbente da riutilizzare in molteplici nuove applicazioni.

Ad esempio con 227 kg di pannolini usati riciclati si potrebbe produrre una sedia di plastica. Se estesa a tutto il territorio nazionale, la tecnologia di riciclo FaterSMART consentirebbe non soltanto di recuperare 270.000 tonnellate di materie prime di altissima qualità, ma anche di ridurre le emissioni climalteranti prodotte ogni anno da oltre 100 mila automobili, e di eliminare una quantità di rifiuti grande come due volte il Colosseo.

I rifiuti da prodotti assorbenti per la persona (pannolini, pannoloni e assorbenti igienici femminili), costituiscono infatti circa il 4% del totale dei rifiuti urbani generati in Italia annualmente (Ispra, Rapporto Rifiuti Urbani, 2017), ovvero circa 900.000 tonnellate all’anno.

Questo flusso di rifiuti è attualmente smaltito in discarica o negli inceneritori, ma la realizzazione di nuovi impianti di riciclo come quello sviluppato da FaterSMART e ubicato presso il sito di Contarina a Lovadina di Spresiano (TV) aprirebbe nuovi scenari di gestione. L’impianto FaterSMART di Treviso però da solo non è sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale. Un solo impianto infatti è in grado di processare fino a 10.000 tonnellate/anno di questa tipologia di rifiuti, che equivalgono alla necessità di una comunità di 1 milione di persone. Da 1 tonnellata di pannolini usati si ricavano 150 kg di cellulosa, 75 kg di plastica e 75 kg di polimero super assorbente.

La soluzione per valorizzare i prodotti assorbenti per la persona usati esiste – sottolinea Giovanni Teodorani Fabbri, General Manager di FaterSMART– l’abbiamo sviluppata e resa operativa in un impianto qualificato su scala industriale presso il sito del nostro partner Contarina. Lo scorso luglio inoltre, il decreto sull’end of waste per questo tipo di rifiuti è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale grazie all’impegno del Ministero dell’Ambiente. Il decreto consentirà di poter commercializzare le materie prime seconde ricavate dal processo di riciclo, in piena sintonia con i principi dell’economia circolare. Ora però, se vogliamo davvero fare un passo avanti nella salvaguardia dell’ambiente ed aiutare cittadini e comuni, è necessario che le autorità locali si attivino per consentire la realizzazione di nuovi impianti di riciclo dei pannolini in Italia. E’ un vero peccato infatti che, sebbene oggi la raccolta differenziata dei pannolini sia già operativa in circa 900 comuni italiani raggiungendo 14 milioni di abitanti, questi rifiuti raccolti in modo separato continuino a finire in discarica o negli inceneritori insieme a tutti gli altri, in quanto l’unico impianto di riciclo che esiste è quello di Lovadina di Spresiano, che da solo può gestire solo le necessità di 1 milione di abitanti. Se vogliamo realmente parlare di Economia Circolare, dobbiamo chiudere il cerchio e realizzare nuovi impianti per il riciclo dei pannolini”.

Sempre ad Ecomodo, er la raccolta di queste tipologie di rifiuti, è stato presentato lo Smart-Bin il contenitore intelligente per la raccolta differenziata, realizzato sempre da FaterSMART per incentivare la raccolta dei pannolini nei comuni, presupposto fondamentale per avviare il riciclo di questi rifiuti.

Un dispositivo unico in Italia, realizzato nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale, le cui caratteristiche principali sono sicurezza, durabilità, resistenza agli agenti atmosferici e facilità di utilizzo grazie ad un sistema di apertura-chiusura automatico che non richiede alcun contatto umano grazie alla connessione beacon/bluetooth tra lo Smart-Bin ed un’Applicazione per smartphone che gli utenti potranno installare e che sblocca elettronicamente il sistema di apertura. Oppure in alternativa, il modulo di lettura card tramite tecnologia NFC, carta magnetica o barcode per consentire l’apertura anche senza smartphone.

Trattandosi di una tipologia di rifiuti particolare, grande attenzione è stata riservata al contenimento dell’odore attraverso un sistema di sanificazione con ugelli che spruzzano enzimi all’interno del cassonetto, garantendo la totale assenza di odori e di insetti.