Toscana, Legambiente: chiusura o riconversione per l’inceneritore di Montale

Chiusura o riconversione dell’inceneritore di Montale e avvio immediato di una strategia di gestione dei rifiuti moderna, circolare e trasparente. È quanto chiede Legambiente Pistoia, intervenendo sul futuro dell’impianto del centro Toscana la cui dismissione, inizialmente prevista per il 2023, ha subito una proroga decisa dai Comuni di Agliana, Quarrata e Montale

Toscana, Legambiente: chiusura o riconversione per l’inceneritore di Montale

Chiusura o riconversione dell’inceneritore di Montale e avvio immediato di una strategia di gestione dei rifiuti moderna, circolare e trasparente. È quanto chiede Legambiente Pistoia, intervenendo sul futuro dell’impianto del centro Toscana la cui dismissione, inizialmente prevista per il 2023, ha subito una proroga decisa dai Comuni di Agliana, Quarrata e Montale.

L’associazione ambientalista sollecita le amministrazioni e gli enti competenti “ad aprire un percorso di confronto pubblico con la cittadinanza per definire un piano di transizione chiaro, supportato da alternative impiantistiche a basso impatto”.

A luglio l’assemblea di Ato centro ha dato mandato al Direttore a inserire nell’aggiornamento del Piano di Ambito – previsto per il prossimo autunno – uno scenario che preveda la realizzazione di un nuovo inceneritore della capacità di 100mila tonnellate, nell’area oggi occupata dall’impianto di Montale, autorizzato per 50mila. Una decisione approvata dall’89% dei presenti all’assemblea, incluso il sindaco di Montale, che apre la strada ad una nuova ipotesi di assetto impiantistico per l’Ato dell’Area fiorentina, storicamente esportatrice di rifiuti fuori dal suo territorio. La realizzazione dell’impianto sarebbe oggetto di una nuova specifica gara.

Secondo Legambiente, “l’incenerimento rappresenta una tecnologia obsoleta e incompatibile con gli obiettivi europei: distrugge materia recuperabile, produce emissioni e genera ceneri destinate a discarica come rifiuti speciali”.

Per superare la combustione, il circolo pistoiese propone di potenziare la raccolta differenziata e la tariffazione puntuale, investendo in biodigestori per l’organico, impianti di selezione meccanico-ottica per il secco residuo e tecnologie di riciclo per le frazioni non recuperabili.
L’associazione sottolinea infine come le scelte attuali contrastino con il Piano regionale dell’economia circolare approvato a inizio 2025, penalizzando la tutela della salute e la sostenibilità dell’intera piana pistoiese.

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