Legambiente Lombardia critica la nuova legge sulla Valutazione di impatto ambientale

Dopo l'approvazione della riforma che aggiorna la normativa regionale sulla Via, l'associazione ambientalista esprime preoccupazione per le misure di semplificazione introdotte dal provvedimento. Al centro delle osservazioni il rischio di una riduzione degli spazi di partecipazione per cittadini e associazioni nei procedimenti autorizzativi

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Dopo il via libera del Consiglio regionale alla nuova legge sulla Valutazione di impatto ambientale (Via), arrivano le prime reazioni dal mondo ambientalista. La riforma, approvata il 30 giugno e destinata a sostituire la legge regionale del 2010, introduce una serie di misure volte a semplificare le procedure, ridurre i tempi amministrativi e ridefinire le competenze tra gli enti coinvolti.

Tra i soggetti che hanno espresso perplessità c’è Legambiente Lombardia, che mette in guardia sui possibili effetti delle nuove disposizioni in termini di trasparenza e partecipazione.

Le osservazioni di Legambiente

“Con questo aggiornamento si ha l’impressione che la Via sia stata percepita, in tutti questi anni, più come un ostacolo che nella sua funzione di tutela dei territori. La relazione tra ambiente e sviluppo economico è invece sempre più stretta. Le alte temperature di queste settimane ne sono la prova concreta”, commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

Secondo l’associazione, la semplificazione delle procedure potrebbe tradursi in una riduzione delle possibilità di intervento da parte della società civile nei procedimenti amministrativi.

“Allentare le maglie della burocrazia significa anche ridurre la possibilità di inserirsi nei procedimenti amministrativi per le associazioni e per i cittadini, dando così il via libera a progetti dal forte impatto territoriale, soprattutto se di carattere industriale, senza reale trasparenza e partecipazione. Ci auguriamo che la semplificazione invocata dal provvedimento non sia strumentale, non sia un ‘liberi tutti’ di cui la nostra regione non ha davvero bisogno”, conclude Meggetto.

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