LFE Veneto Adapt, a disposizione di città e regioni le conclusioni del progetto per l’adattamento ai cambiamenti climatici

"All’indomani di G20 e COP26 appare ancora più chiaro il ruolo strategico delle realtà locali, regioni, province e comuni, sollecitate a contribuire all'obiettivo globale promuovendo politiche sostenibili e attrezzandosi ad affrontare i rischi causati dagli stravolgimenti climatici". In questa direzione si mosso il progetto che ha visto coinvolte Padova, Vicenza, Treviso, l’area metropolitana di Venezia e l’Unione dei Comuni del Medio Brenta. I risultati vengono presentati giovedì 2 dicembre sia in presenza che da remoto con un parterre d'eccezione

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“Negli ultimi anni molte città, anche nella nostra Regione, hanno subito eventi disastrosi legati al clima, in particolare inondazioni e ondate di calore. Questi impatti sono di fatto un avvertimento per riconsiderare il cambiamento climatico nelle strategie di azione nazionali ed europee al fine di mitigarne le conseguenze negative”. Così gli organizzatori del progetto LIFE Veneto Adapt per l’adattamento ai cambiamenti climatici, giunto alla sua conclusione.

“All’indomani dei tavoli internazionali di G20 e COP26 appare ancora più chiaro il ruolo strategico delle realtà locali, regioni, province e comuni, sollecitate a contribuire all’obiettivo globale promuovendo politiche sostenibili e attrezzandosi ad affrontare i rischi causati dagli stravolgimenti climatici”.

“E proprio in questa direzione si è mosso LIFE Veneto Adapt, un progetto europeo avviato nel 2017 che giunge ora alla sua conclusione. Un percorso di quattro anni che ha coinvolto il Veneto Orientale e ha visto lavorare in sinergia le città di Padova, Vicenza, Treviso, l’area metropolitana di Venezia e l’Unione dei Comuni del Medio Brenta (Cadoneghe, Curtarolo, Vigodarzere) con il supporto tecnico di Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Università IUAV di Venezia e Sogesca srl e la collaborazione di Arpav Veneto”.

Utilizzando un approccio multilivello – dall’analisi delle vulnerabilità del territorio, all’individuazione di azioni di adattamento condivise sino al sistema di monitoraggio strutturato –, Veneto Adapt ha permesso alle pubbliche amministrazioni coinvolte di programmare e mettere in campo azioni tese a rendere più resilienti le aree urbane e favorire la realizzazione di interventi che mitighino, a diversa scala, gli effetti negativi dei cambiamenti climatici.  Grazie al progetto sono stati redatti e approvati 33 nuovi Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile ed il Clima (PAESC): veri e propri strumenti di programmazione che porteranno i comuni coinvolti anche al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, come indicati dal Patto dei Sindaci.

Ora il “metodo Veneto Adapt” e gli strumenti concreti per ottimizzare e rendere più efficace la capacità di risposta dei territori ai fenomeni estremi, sono trascritti in linee guida replicabili, a cui stanno già guardando molte città italiane e che i partner di progetto presenteranno durante la conferenza finale a Padova, giovedì 2 dicembre dalle ore 9.00 alle 17.30 intitolata “Cambiamenti climatici: come affrontarli? Gli strumenti messi a punto dal progetto Veneto ADAPT” (online e in presenza presso il Palazzo della Salute, in via San Francesco, 80).

Giovedì a Padova dalle ore 9.00, per presentare i risultati del progetto e fare il punto sulla situazione nazionale ed europea in tema di adattamento climatico, interverranno: Chiara Gallani, assessora all’Ambiente del Comune di Padova, ente capofila del progetto Veneto Adapt, Luca Mercalli, meteorologo , Francesco Musco, docente di Iuav Università di Venezia, Liviu Stirbat, Commissione europea, Direzione generale Azione per il clima, Claudia Guerrini, Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente (Cinea), Roberto Ciambetti, ambasciatore Patto dei Sindaci, Luca Colasuonno Enea, Coordinamento nazionale Patto dei Sindaci, Stefania Betti, Dipartimento per la transizione ecologica AT Sogesid, Daniela Luise, Project manager Veneto ADAPT, Carlo Cacciamani, Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia (ItaliaMeteo), Francesca Giordano, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), Luca Marchesi, direttore Area Tutela e sicurezza del Territorio della Regione del Veneto e Stefano Micheletti Arpav, Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio.

Dopo la pausa pranzo, nel primo pomeriggio tre gruppi di lavoro (in parallelo) di approfondimento: “La governance per l’adattamento ai cambiamenti climatici”, “Le azioni di adattamento ai cambiamenti climatici” e “Il monitoraggio delle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici”.


Per partecipare sia in presenza che da remoto è necessaria la registrazione nel sito www.conferenzavenetoadapt.it

Si ricorda che per accedere alla conferenza è richiesto il Green Pass.