Piano rifiuti Liguria, i comitati si oppongono al biodigestore a Saliceti

Il Consiglio regionale ha approvato il piano nonostante il no dei manifestanti in presidio sotto la sede della Regione che denunciano il rischio di inquinamento dell'aria e delle falde acquifere

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Comitato no biodigestore Saliceti

Avanza il fronte del no al piano regionale dei rifiuti della Liguria. Nonostante le proteste inascoltate dei manifestanti in presidio davanti alla sede della Regione, il 19 luglio il consiglio regionale ha dato il via libera definitivo al piano.

“Tranne la minoranza che ha votato contro e Medusei che si è astenuto – si legge in una comunicazione del comitato “No Biodigestore Saliceti” – la destra compatta ha votato a favore avallando Saliceti come possibile sito su cui costruire un biodigestore in barba a tutte le criticità che da oltre quattro anni, con il sostegno di illustri competenze scientifiche, comitati e associazioni hanno cercato di dimostrare”. Il biodigestore dovrebbe essere costruito a La Spezia.

Come riportato da Ansa, al presidio erano presenti una trentina di manifestanti che hanno srotolato striscioni con scritto: ‘La Liguria è assetata e Toti vuole autorizzare un impianto che consuma 1 tonnellata d’acqua ogni 5 di Forsu (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano)’ e ‘Presidente ci sono altre soluzioni, Toti vuole ridurre Spezia a colonia di Genova ma noi non vogliamo essere una colonia di Genova”.

Una delegazione di manifestanti è stata accolta sugli spalti del Consiglio regionale, è la prima protesta tornata in aula dopo due anni di stop alla presenza del pubblico imposto dall’emergenza covid. “Il Tar ha bocciato il progetto del biodigestore di Saliceti accogliendo il ricorso dei Comuni di Santo Stefano Magra e Vezzano perché la Regione Liguria avevano individuato la località di Boscalino per il nuovo biodigestore, Saliceti fino a oggi non era contemplato nel piano dei rifiuti regionale – spiega il consigliere comunale della lista civica ‘Salute e Ambiente’ di Santo Stefano Magra Luciano Mondini – C’è il rischio di inquinamento dell’aria e delle falde acquifere del fiume Magra che alimenta i pozzi di Fornola, che a loro volta alimentano d’acqua potabile ben 150 mila abitanti della Spezia”.
Il progetto di Iren prevede che il nuovo impianti di Saliceti vicino all’attuale impianto Tmb già esistenti tratti 100 mila tonnellate di rifiuti all’anno rispetto alle 45 mila previste a Boscalino, numeri che secondo i manifestanti confermano “la volontà di smaltire alla Spezia i rifiuti di Genova e dell’Emilia Romagna”.