Bottiglie, sacchi di plastica e altri rifiuti di origine antropica sono stati osservati sui fondali profondi del Mar Ionio, a quasi duemila metri di profondità, nell’area tra Corfù e Cefalonia. Greenpeace Italia diffonde oggi per la prima volta alcune delle immagini raccolte durante la campagna oceanografica del progetto DEEP-IMPACT, coordinato dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS).
L’area studiata è particolarmente importante dal punto di vista oceanografico: durante gli inverni più freddi, nell’Adriatico settentrionale si formano infatti acque dense che scorrono verso sud, attraversano il Canale d’Otranto e possono raggiungere le grandi profondità del Mar Ionio, portando con sé anche contaminanti e rifiuti.
“Osservare rifiuti a quasi duemila metri di profondità mostra quanto l’impatto delle attività umane possa raggiungere anche ambienti molto remoti – spiega Riccardo Martellucci dell’OGS, responsabile scientifico del progetto DEEP-IMPACT – Con questo progetto vogliamo capire se le acque dense che dall’Adriatico raggiungono lo Ionio profondo possano contribuire anche al trasporto di microplastiche e altri contaminanti e quali conseguenze questo possa avere sugli ecosistemi profondi”.
“La plastica è arrivata anche dove gli esseri umani non hanno mai messo piede. E rischia di restare lì per secoli – dichiara Valentina Di Miccoli della campagna Mare di Greenpeace Italia – Se non vogliamo trasformare il nostro pianeta in una discarica, dobbiamo ridurre la produzione globale di plastica vergine, abbandonare il monouso e vincolare le aziende a vendere più prodotti sfusi. Al governo italiano chiediamo di sostenere nei prossimi negoziati ONU previsti nel 2027 lo sviluppo di un accordo globale sulla plastica vincolante ed efficace che adotti tutte queste misure».
La spedizione di DEEP-IMPACT, svolta nel settembre 2026 a bordo della nave da ricerca R/V Aegaeo dell’Hellenic Centre for Marine Research (HCMR), è stata realizzata nell’ambito del progetto europeo AQUARIUS-Ri, con il coinvolgimento dell’Università del Salento, Università di Catania, CNR-ISP, National Institute of Biology della Slovenia, Scottish Association for Marine Science (SAMS) e Università di Barcellona, Hellenic Centre for Marine Research (HCMR). Durante la campagna, sono state integrate osservazioni con ROV, misure oceanografiche, campionamenti biologici e ambientali per studiare le caratteristiche fisiche e biogeochimiche delle acque profonde, la biodiversità degli ecosistemi bentonici e la presenza di microplastiche e altri contaminanti.



