Materie prime critiche, ECCO: più cooperazione tra Ue e Africa

Un nuovo policy brief del think tank italiano per il clima propone di trasformare gli accordi sulle materie prime strategiche in progetti concreti, puntando su raffinazione locale, industrializzazione, energie rinnovabili e occupazione. Tra le raccomandazioni anche più finanziamenti europei, un migliore coordinamento tra produttori e acquirenti e l'integrazione dei minerali critici nel Piano Mattei

Materie prime critiche, ECCO: l'Ue rafforzi i partenariati con l'Africa per ridurre la dipendenza dalla Cina

Un nuovo policy brief del think tank italiano per il clima propone di trasformare gli accordi sulle materie prime strategiche in progetti concreti, puntando su raffinazione locale, industrializzazione, energie rinnovabili e occupazione. Tra le raccomandazioni anche più finanziamenti europei, un migliore coordinamento tra produttori e acquirenti e l’integrazione dei minerali critici nel Piano Mattei.

Diversificare gli approvvigionamenti di materie prime critiche e ridurre la dipendenza europea dalla Cina, costruendo partenariati con i Paesi africani capaci di generare benefici economici e industriali per entrambe le parti. È la proposta al centro di un nuovo policy brief di ECCO, il think tank italiano per il clima, presentato a Roma il 14 ottobre 2026 durante l’evento “New Resources for a New Cooperation: Critical Raw Materials in the Euro-African Partnership”.

Secondo il documento, l’Unione europea ha già avviato accordi bilaterali e iniziative multilaterali con diversi Paesi, ma la loro attuazione procede con difficoltà. Molti degli strumenti di cooperazione non sono giuridicamente vincolanti e non prevedono finanziamenti dedicati o misure concrete per realizzare i progetti.

Per superare questa fase, ECCO invita Bruxelles a superare i tradizionali modelli estrattivi e a sostenere lo sviluppo di capacità locali di raffinazione, trasformazione industriale e manifattura, affiancando all’estrazione investimenti infrastrutturali, occupazione e produzione di energia rinnovabile.

Materie prime critiche, una risorsa strategica per la transizione

Cobalto, litio, grafite e terre rare sono fondamentali per numerose tecnologie legate alla transizione energetica, digitale e industriale. Questi materiali vengono utilizzati per produrre batterie, veicoli elettrici, pannelli solari e turbine eoliche, ma anche semiconduttori avanzati destinati all’intelligenza artificiale e ai sistemi di difesa ad alta tecnologia.

La crescente domanda globale espone l’Europa al rischio di dipendere da un numero ristretto di fornitori. L’Africa potrebbe contribuire a diversificare le catene di approvvigionamento, grazie alle sue riserve minerarie, ma una parte significativa del potenziale del continente resta ancora poco esplorata.

Secondo i dati richiamati nel documento, il valore degli asset minerari africani ancora poco esplorati raggiunge circa 8.600 miliardi di dollari. A ostacolarne lo sviluppo sono la carenza di finanziamenti, le infrastrutture inadeguate e l’eredità dei modelli estrattivi del passato, che in molti casi limita anche l’accesso dei governi ai dati geologici.

Dall’estrazione alla trasformazione industriale

Una delle principali criticità individuate da ECCO riguarda la scarsa capacità di molti Paesi africani di lavorare localmente i minerali estratti e sviluppare attività manifatturiere a valle della filiera. In assenza di impianti di raffinazione e trasformazione, i benefici economici per i territori restano spesso limitati alle royalties e ai ricavi delle esportazioni.

Questa situazione ha contribuito alla diffusione di restrizioni all’esportazione di materie prime non lavorate, misure talvolta definite “nazionalismo delle risorse”. L’obiettivo dei governi che le adottano è trattenere una quota maggiore del valore economico sul territorio e favorire lo sviluppo dell’industria nazionale.

Per ECCO, la cooperazione europea dovrebbe tenere conto di queste esigenze, soprattutto in un contesto competitivo nel quale sono già presenti attori consolidati come la Cina e i Paesi del Golfo.

Il documento propone quindi di assegnare priorità, nei criteri di finanziamento europei, ai progetti che prevedono raffinazione locale, attività industriali a valle, infrastrutture e creazione di posti di lavoro. L’obiettivo è costruire filiere che generino benefici duraturi per le economie africane, anziché limitarsi a garantire l’accesso alle risorse minerarie.

Più fondi europei e un coordinamento stabile tra gli operatori

Per trasformare gli accordi in iniziative operative, ECCO raccomanda di aumentare le risorse destinate alla sicurezza degli approvvigionamenti di minerali critici nel prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Ue. Chiede inoltre di mappare i finanziamenti già disponibili, così da migliorare la trasparenza e individuare le risorse utilizzabili.

Un altro elemento riguarda la sostenibilità economica dei progetti. Il think tank propone di rafforzare il coordinamento tra produttori e acquirenti, in modo da offrire agli investimenti nuove condizioni di stabilità e maggiore certezza sulla domanda.

In questo quadro, il futuro Centro europeo per le materie prime critiche potrebbe diventare una sede di coordinamento per gli attori europei coinvolti nei progetti internazionali, riunendo le iniziative e contribuendo a superare la frammentazione degli interventi.

ECCO suggerisce inoltre di integrare lo sviluppo delle energie rinnovabili nei progetti minerari, sia per alimentare attività estrattive e di lavorazione ad alta intensità energetica, sia per fornire energia alle comunità locali. La disponibilità di infrastrutture energetiche potrebbe così sostenere anche lo sviluppo industriale dei territori interessati.

Il ruolo dell’Italia e il Piano Mattei

Il documento attribuisce un ruolo specifico all’Italia, chiamata a valorizzare la propria posizione di collegamento tra Europa e Africa. La raccomandazione è di integrare sistematicamente le materie prime critiche nel Piano Mattei, inserendole in una strategia più ampia di cooperazione con il continente e di sostegno alle opportunità legate alla transizione energetica.

“Una cooperazione vantaggiosa per entrambe le parti”, sostiene ECCO, dovrebbe contribuire allo sviluppo industriale sostenibile dell’Africa e, allo stesso tempo, rendere più resilienti e diversificate le catene di approvvigionamento europee.

Il policy brief è stato realizzato nell’ambito del progetto “La geopolitica delle materie prime critiche: verso partenariati giusti e sostenibili tra Europa, Italia e Paesi africani”, promosso da ECCO in collaborazione con il think tank sudafricano Southern Transitions e con il sostegno di Fondazione CSF e Fondazione Compagnia di San Paolo.

Il documento completo è disponibile sul sito di ECCO: Mining a Way Forward: Advancing EU-Africa Cooperation on Critical Minerals.

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