Meana Ecomori Camp: gli ingredienti di una esperienza

Nell'Ecomori Camp di Meana al Centro Martin Luther King ci sono innanzitutto la storia e le intenzioni dell'Associazione Eco dalle Città, in particolare nella sua esperienza di coinvolgimento e integrazione di giovani migranti, gli Ecomori. Per alcuni di loro, anche questa volta come nelle due precedenti, è stata la prima occasione o una delle rare occasioni di passare due tre giorni di vacanza accanto alle Alpi

Meana Ecomori Camp

Una esperienza da ripetere, perché con semplicità mescola felicemente i suoi ingredienti. Ingredienti, come quelli del piatto Ce bu Jen , che ha caratterizzato la cena madre del sabato sera. In quel caso , particolari verdure, pesce, spezie riso. Nell’Ecomori Camp di Meana al Centro Martin Luther King ci sono innanzitutto la storia e le intenzioni dell’Associazione Eco dalle Città, in particolare nella sua esperienza di coinvolgimento e integrazione di giovani migranti, gli Ecomori. Per alcuni di loro, anche questa volta come nelle due precedenti, è stata la prima occasione o una delle rare occasioni di passare due tre giorni di vacanza accanto alle Alpi.

La location, come si dice, è comoda, a portata di piedi dalla stazione ferroviaria di Meana, accanto alla strada, ma dentro la natura, tra il bosco la roccia e i prati straordinariamente fioriti a metà primavera. Consente di fare un relativo rumore (musica) senza disturbare i vicini. Ha una cucina attrezzata, una grande sala pranzo e riunioni, le stanzette da due o quattro letti a castello, gli spiazzi attorno alla casa dove parlare o giocare. Altro ingrediente e componente fondamentale di questo, più ancora dei precedenti camp, è il gruppo delle ragazze dei ragazzi italiani, quasi tutti studenti di scienze dell’ educazione che son venuti per sperimentarsi come animatori e per socializzare con gli africani Ecomori.

Anagraficamente erano tutti tra i 20 e i 30, più vicini ai 20 anni e mediamente più giovani gli italiani. Le tre giornate sono state caratterizzate da continui giochi e balli. Poco alcool. Altro ingrediente la collaborazione e il contatto che comunque esiste con la elite pubblica di Meana, Luigina della Chiesa battista che affitta l’ostello, Elisabetta instancabile volontaria di molte cause, che collabora all’approvvigionamento dell’Ecomori Camp, il sindaco Federico Ragalzi che ha partecipato alla conferenza dell’avvocato Paolo Oddi e alla cena, la biblioteca Del Gallo Sebastiano in memoria di Ada Gobetti che ci ha invitato a una futura conferenza.

I momenti clou dell’Eco camp sono stati alcune passeggiate, la cena di sabato, le conferenze sui diritti dei migranti e su 25 aprile e Resistenza (con Daniela Molinero) e alcuni dialoghi informali. I dialoghi informali sono stati per alcuni la occasione di sfogarsi delle pesantissime peripezie vissute prima di riuscire ad arrivare in Italia. (Avete presente Io Capitano?)

Ma restiamo sull’ umore leggero positivo e costruttivo che ha caratterizzato le giornate. Ecco alcune impressioni condensate in video.

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