Mense pubbliche, proposta di legge per più pasti vegetali

Presentata una proposta di legge a prima firma di Eleonora Evi per introdurre più opzioni alimentari vegetali nelle mense pubbliche, con l’obiettivo di garantire pasti equilibrati, sostenibili e inclusivi in ospedali, scuole, università e strutture collettive

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Una maggiore presenza di opzioni vegetali nelle mense pubbliche è al centro della proposta di legge intitolata “Sostegno alla dieta mediterranea attraverso la valorizzazione di opzioni alimentari sane e sostenibili nelle mense pubbliche”.

L’iniziativa, promossa dalla parlamentare Eleonora Evi, punta a favorire l’introduzione di pasti più equilibrati dal punto di vista nutrizionale e con minore impatto ambientale, ampliando al tempo stesso la scelta per cittadini con esigenze alimentari diverse.

Più scelta ed equilibrio nutrizionale nelle mense

La proposta mira a garantire la presenza di fonti proteiche vegetali nei menù di mense pubbliche, come quelle di ospedali, scuole, università, uffici, residenze sanitarie assistenziali e strutture di accoglienza.

L’obiettivo è assicurare pasti sani ed equilibrati anche a chi, per motivi etici, religiosi o di salute, non consuma alimenti di origine animale, promuovendo al contempo un’alimentazione più varia e in linea con i principi della dieta mediterranea.

Il testo pone inoltre attenzione alla sostenibilità ambientale, alla stagionalità e alla territorialità dei prodotti, evidenziando come un maggiore utilizzo di legumi e ingredienti vegetali possa contribuire anche alla riduzione degli sprechi e dei costi.

Le criticità attuali nelle mense pubbliche

La proposta recepisce alcune indicazioni avanzate da REFOOD, promotrice della campagna “Mense Più Green”.

Secondo i dati raccolti dall’associazione, in un’indagine condotta in 80 ospedali italiani, il 36,9% degli intervistati ha dichiarato di non aver avuto accesso ad alcuna opzione vegetale durante la permanenza in struttura.

Le testimonianze raccolte evidenziano una carenza di alternative adeguate e bilanciate, confermando la necessità di intervenire sull’offerta alimentare per garantire un servizio più inclusivo.

Salute pubblica e sostenibilità ambientale

Oltre agli aspetti legati alla libertà di scelta, la proposta si inserisce nel più ampio tema della prevenzione sanitaria e della sostenibilità ambientale.

Come evidenziato dalla SINU, in Italia il modello della dieta mediterranea è sempre meno seguito, soprattutto tra i più giovani, con consumi di carne superiori alle raccomandazioni e un apporto insufficiente di verdure e cereali integrali.

Anche SSNV sottolinea come molte patologie, tra cui malattie cardiovascolari e tumori, siano influenzate da fattori alimentari modificabili, in un contesto in cui una quota significativa della popolazione presenta condizioni di sovrappeso.

Sul piano ambientale, la proposta richiama l’impatto della produzione alimentare, evidenziando come una parte rilevante dei terreni agricoli sia destinata alla produzione di mangimi per allevamenti.

Il confronto con l’Europa e i progetti pilota

La proposta si inserisce in un contesto europeo già in evoluzione. In diversi Paesi sono state adottate misure per favorire l’introduzione di opzioni vegetali nelle mense pubbliche.

Tra gli esempi citati, il Portogallo ha reso obbligatoria la presenza di un’opzione vegetale nelle mense pubbliche, mentre altri Paesi stanno introducendo obiettivi di riduzione del consumo di carne e latticini.

In Italia, REFOOD, in collaborazione con SSNV, avvierà nei prossimi mesi un progetto pilota presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, con l’obiettivo di migliorare l’offerta di pasti vegetali per pazienti e personale e promuovere la formazione degli operatori della ristorazione collettiva.

REFOOD invita a sostenere la proposta di legge firmando la petizione sul sito redefine.food/mense-green.

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