Napoli pubblica la prima rete cittadina dei rifugi climatici

Sul portale del Comune è disponibile la mappa dei rifugi climatici potenziali, spazi pubblici dove trovare sollievo durante le ondate di calore. Il progetto nasce da un'iniziativa dell'associazione Cleanap e coinvolge Università Federico II e amministrazione comunale

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Il Comune di Napoli ha pubblicato sul proprio portale istituzionale la prima rete cittadina dei rifugi climatici potenziali, spazi pubblici al chiuso e all’aperto dove cittadini e visitatori possono trovare sollievo durante le ondate di calore, fenomeni sempre più frequenti e intensi a causa della crisi climatica.

L’iniziativa rappresenta un importante passo avanti nelle strategie di adattamento climatico urbano e nasce da un percorso condiviso tra l’associazione Cleanap, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’amministrazione comunale.

Dalla società civile alla mappa ufficiale

Il progetto ha avuto origine nell’estate del 2025, quando Cleanap ha deciso di colmare l’assenza di una mappatura ufficiale dei rifugi climatici cittadini. Attraverso l’analisi degli open data comunali e un’attività di ricerca sul territorio, l’associazione ha individuato 38 luoghi pubblici in grado di mitigare gli effetti delle alte temperature grazie alla presenza di ombreggiamento, vegetazione, fontanelle o spazi climatizzati.

L’iniziativa è stata successivamente presentata al Consiglio comunale come esempio di buona pratica civica, avviando un confronto con l’amministrazione e con il mondo della ricerca. Da questo dialogo è nato il percorso che ha portato alla realizzazione della prima rete ufficiale dei rifugi climatici potenziali della città.

Una mappa aperta ai contributi dei cittadini

La mappa è consultabile online e mantiene una forte componente partecipativa. Cittadini e cittadine possono infatti segnalare nuovi luoghi, verificare quelli già censiti e contribuire al costante aggiornamento dello strumento.

L’obiettivo è costruire una rete sempre più completa e utile per affrontare gli effetti delle temperature estreme, in particolare nelle aree urbane maggiormente esposte al fenomeno delle isole di calore.

Dai dati agli interventi sul territorio

Secondo Cleanap, la pubblicazione della mappa rappresenta soltanto un primo passo. Come sottolinea l’associazione, una città non diventa più resiliente soltanto grazie alla disponibilità di una mappatura, ma attraverso interventi concreti capaci di migliorare la qualità dello spazio urbano.

Tra le azioni indicate figurano il potenziamento del verde urbano, la valorizzazione delle fontanelle pubbliche, l’installazione di una segnaletica dedicata, l’integrazione dei rifugi climatici nei servizi cittadini e lo sviluppo di ulteriori misure di adattamento ai cambiamenti climatici.

L’esempio delle città europee

Esperienze già avviate in città come Barcellona dimostrano come i rifugi climatici possano diventare vere e proprie infrastrutture urbane dedicate alla protezione della popolazione dagli effetti del caldo estremo, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili.

La rete pubblicata dal Comune di Napoli si inserisce in questo percorso e rappresenta un nuovo tassello nelle politiche locali di adattamento climatico, contribuendo a rendere la città più preparata ad affrontare le conseguenze dell’aumento delle temperature.

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