Ok a nuovo Regolamento Ue per un settore automobilistico più circolare

Il Consiglio europeo ha formalmente adottato il Regolamento relativo ai requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e la gestione dei veicoli a fine vita. Le nuove norme garantiranno che i nuovi veicoli siano progettati e prodotti in modo da sostenerne il riutilizzo, il riciclo e il recupero, al fine di rendere il settore automobilistico più circolare e sostenibile. Si tratta del passo finale nella procedura legislativa ordinaria

Ok a nuovo Regolamento Ue per un settore automobilistico più circolare

Il 29 giugno il Consiglio europeo ha formalmente adottato il Regolamento relativo ai requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e la gestione dei veicoli a fine vita. Le nuove norme garantiranno che i nuovi veicoli siano progettati e prodotti in modo da sostenerne il riutilizzo, il riciclo e il recupero, al fine di rendere il settore automobilistico più circolare e sostenibile.

Questo è il passo finale nella procedura legislativa ordinaria. Il regolamento inizierà ad applicarsi due anni dopo la sua entrata in vigore e un anno dopo di questa la Commissione Ue dovrà introdurre obiettivi futuri per altri materiali come l’acciaio riciclato, l’alluminio, il magnesio e le materie prime critiche.

Cosa prevede il nuovo Regolamento

Il nuovo regolamento introduce requisiti di circolarità per l’intero ciclo di vita dei veicoli, dalla progettazione e produzione al loro trattamento finale. Dopo sei anni dall’entrata in vigore delle nuove regole, almeno il 15% della plastica utilizzata per produrre nuovi veicoli deve provenire dal riciclaggio, con un obiettivo finale del 25% entro 10 anni. Inoltre, un minimo del 20% di questa plastica riciclata deve essere recuperato dai veicoli a fine vita.

I produttori saranno ritenuti finanziariamente e organizzativamente responsabili dell’intero ciclo di vita dei loro veicoli, anche quando diventano rifiuti.

Il regolamento affronta anche la questione dei “veicoli mancanti” – quelli smantellati o esportati illegalmente – migliorando le misure di tracciabilità e controllo. Una volta che un veicolo soddisfa i criteri di un veicolo a fine vita (rifiuti), deve essere trattato da una struttura di trattamento autorizzata e non può essere legalmente esportato o rivenduto come veicolo usato.

Inoltre, il regolamento vieta l’esportazione di veicoli usati che non sono più idonei alla circolazione, garantendo che l’Ue rispetti i suoi impegni a non contribuire all’inquinamento nei paesi terzi e a conservare materiali di valore all’interno del suo territorio.

Il nuovo regolamento si applicherà pienamente alle autovetture e ai furgoni commerciali leggeri, mentre i veicoli pesanti (ad esempio camion), le motociclette e i veicoli speciali (sia piccoli che pesanti) saranno soggetti a una serie più limitata di requisiti che garantiranno in particolare il loro corretto trattamento.

La situazione nell’Unione europea

Ogni anno nell’UE vengono generati oltre 6 milioni di veicoli a fine vita (veicoli che raggiungono la fine della loro vita e sono trattati come rifiuti). La gestione inadeguata dei veicoli a fine vita crea inquinamento e perdita di tonnellate di materiali. L’industria manifatturiera automobilistica è uno dei settori più ad alta intensità di risorse dell’UE e tra i maggiori consumatori di materie prime primarie, ma non fa un uso sufficiente di materiali riciclati.

Le regole esistenti hanno portato a una migliore raccolta dei veicoli a fine vita e a un aumento del riciclaggio degli ELV a circa l’85% dei materiali che contengono. Ma sono necessarie ulteriori azioni per affrontare le sfide del design dei veicoli, del contenuto riciclato e dell’esportazione di veicoli inquinanti. Questo regolamento si basa sul Green Deal europeo e sul piano d’azione per l’economia circolare, promuovendo pratiche sostenibili in tutta la catena del valore automobilistico.

Articolo precedenteRaee: in Italia +9% di rifiuti elettronici trattati nel 2025, raccolta al 32,5%
Articolo successivoCaldo e blackout, Torino ha rischiato stop all’acqua potabile