L’erogazione dell’acqua a Torino è rimasta garantita nonostante il blackout elettrico che il 27 giugno ha coinvolto anche il potabilizzatore del Po gestito da Smat. A chiarirlo è stata l’assessora alla Transizione ecologica e digitale Chiara Foglietta, intervenuta in Consiglio comunale per rispondere a una richiesta di comunicazioni presentata dai consiglieri Federica Scanderebech, Ferrante De Benedictis e Fabrizio Ricca.
Nel corso dell’intervento, l’assessora ha ricostruito le fasi dell’emergenza e le misure adottate per assicurare la continuità del servizio, respingendo le ipotesi di una possibile interruzione della fornitura idrica.
Blackout al potabilizzatore, attivato il piano di emergenza
Secondo quanto riferito da Foglietta, il problema si è verificato alle 10.35 del 27 giugno, quando sono andate fuori servizio tutte e quattro le linee elettriche che alimentano l’impianto di corso Unità d’Italia.
I tecnici di Smat hanno immediatamente attivato le procedure di emergenza compensando la mancata produzione attraverso altri impianti della rete situati a Beinasco, Venaria, Regina Collegno, Piazza Derna e Madonna delle Rose. In questo modo sono stati recuperati i 1.215 litri al secondo non più prodotti dal potabilizzatore.
Nel primo pomeriggio sono entrati in funzione anche due gruppi elettrogeni già installati presso l’impianto, capaci di garantire ulteriori 450 litri al secondo, mentre un terzo generatore è stato aggiunto nelle ore successive.
L’assessora ha spiegato che durante tutta l’emergenza il servizio non è mai stato interrotto e che l’unico effetto registrato è stato un lieve calo della pressione in alcune zone della città. Anche le richieste ricevute dal centralino di pronto intervento Smat sono rimaste contenute, con meno di quaranta segnalazioni nelle ore più critiche.
Foglietta ha inoltre collegato l’episodio alle eccezionali temperature registrate negli ultimi giorni. Secondo quanto comunicato da Ireti, il forte aumento dei consumi elettrici e il surriscaldamento delle infrastrutture interrate avrebbero contribuito a mettere sotto pressione la rete di distribuzione.
Il dibattito in Consiglio comunale
Nel corso della discussione i gruppi di opposizione hanno chiesto chiarimenti sulle cause dei blackout che stanno interessando la città e sulla tenuta delle infrastrutture.
Federica Scanderebech (Forza Italia) ha sottolineato la necessità di garantire ai cittadini informazioni puntuali sulla situazione della rete elettrica e di programmare investimenti strutturali per evitare il ripetersi di situazioni analoghe. Ferrante De Benedictis (Fratelli d’Italia) ha attribuito le criticità alla carenza di infrastrutture adeguate, mentre Fabrizio Ricca (Lega) ha chiesto l’istituzione di una commissione d’indagine per accertare eventuali responsabilità.
Anche Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha evidenziato la necessità di individuare soluzioni concrete in vista delle prossime estati, giudicando non accettabili i disagi registrati nelle ultime settimane.
Dai banchi della maggioranza è stato invece sottolineato come il sistema abbia reagito garantendo la continuità dei servizi essenziali. Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) ha evidenziato l’efficacia delle procedure di emergenza, mentre Claudio Cerrato (Pd) ha richiamato la necessità di investimenti sulle infrastrutture energetiche a livello nazionale.
Andrea Russi (M5S) ha riconosciuto che l’acqua è stata sempre garantita, ma ha chiesto ulteriori spiegazioni sulle cause dell’episodio e maggiori garanzie per il futuro.
Verso nuovi interventi sulla rete elettrica
Concludendo il dibattito, Foglietta ha ribadito che non si sono verificati problemi nell’approvvigionamento idrico cittadino e ha criticato quelle che ha definito ricostruzioni allarmistiche della vicenda.
L’assessora ha inoltre annunciato la possibilità di convocare nuovamente Ireti in commissione consiliare per approfondire le cause dei blackout e illustrare le misure previste per rafforzare la resilienza della rete elettrica cittadina, sempre più esposta agli effetti delle ondate di calore e degli eventi climatici estremi.



