“Oggi ho recuperato… mele!”. Le ricette antispreco della Carovana Salvacibo

Al via la rubrica di Machi (driver della Carovana Salvacibo ma non solo) contro lo spreco alimentare che propone trucchi e ricette per una cucina a spreco zero o quasi. Fonte d’ispirazione sono le giornate di recupero all’interno del CAAT che ogni giorno salvano 1000 kg di frutta e verdura invenduti all’interno del Centro Agro-Alimentare di Torino

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Recuperare significa andare dai negozianti a chiedere in regalo, o ad un prezzo simbolico, i prodotti considerati da loro non più adatti alla vendita e destinati, quindi, ad essere presto buttati. Si tratta spesso di cibo ancora perfettamente consumabile ma non più in perfette condizioni, in poche parole: la mela ammaccata, la verza passita, lo zucchino sporco o, ancora, il prodotto in scadenza o che risulta semplicemente in eccesso di magazzino.

Ma anche non sprecare a casa propria è importante: non comprare né cucinare più del necessario è già un primo passo fondamentale, ma è anche importante imparare ad utilizzare ciò che abbiamo dimenticato nel nostro frigo e che non è più al meglio, ma è ancora ottimo da consumare. E poi qualche piccolo trucchetto può aiutarci a non sprecare parti di vegetali che normalmente gettiamo ma che, invece, sono perfettamente commestibili (come, ad esempio, le bucce di patata e carota).

Questa rubrica si propone l’obiettivo di aiutare le persone ad approcciarsi al mondo del recupero, nei

mercati così come nelle proprie case.

Impareremo a conoscere meglio la frutta e la verdura e scopriremo ricette che ci permetteranno di cucinare senza sprecare sia ciò che già siamo soliti utilizzare in cucina sia quello che non abbiamo mai mangiato.

La fonte di ispirazione è la mia giornata di lavoro, che passo all’interno della Carovana Salvacibo: un progetto che ogni giorno permette il recupero di almeno 1000 kg di frutta e verdura invenduti all’interno del Centro Agro-Alimentare di Torino.

È questa la ragione per cui questa rubrica si intitola: “Oggi ho recuperato…”

Oggi ho recuperato… mele

Le mele possono avere aspetto e sapore molto diversi l’una dall’altra: rosse, verdi, gialle, grandi, piccole, aspre, dolci, sode, morbide, ecc… Insomma: ce n’è per tutti i gusti! In questi giorni i corridoi del CAAT si sono riempiti di cassette di legno piene di mele provenienti da ogni parte d’Italia e a me è venuta voglia di mangiarne qualcuna, magari cotta visto che ormai ha iniziato a fare freddo!

Il motivo principale per cui una mela viene considerata invendibile, quindi recuperabile, è l’essere ammaccata in un punto: il frutto ha preso una botta e lì, dov’ è stato colpito o schiacciato, la polpa si è danneggiata e assume un colore marroncino ed una consistenza farinosa o molliccia. Ma non facciamoci scoraggiare, spesso infatti, attorno al punto toccato, il resto della mela sta benissimo! Basta, quindi, tagliare via la fetta danneggiata e gustarsi il resto. Se poi la mela risulta appassita, disidratata, solitamente è in questo momento che dà il meglio di sé: morbida e dolcissima!

Può anche capitare che la mela sia rimasta troppo in attesa di essere venduta o mangiata e la sua consistenza sia diventata farinosa. Se non ci piace da mangiare così, possiamo cuocere questa frutta aggiungendo ciò che più ci piace, per mangiarla poi a cucchiaiate oppure per farcire torte o crostate.

Vi propongo la mia ricetta.

Mele cotte

Ingredienti:

  • Mele 300 gr
  • Limone 1 limone di cui utilizzo qualche goccia di succo e una grattatina di scorza
  • Zucchero 2 cucchiai
  • Uvetta 30 gr
  • Frutta secca 30 gr
  • Spezie cannella, noce moscata q.b.

Lavo le mele, non le sbuccio, perché non c’è motivo di sprecare quella parte del frutto, a meno che non sia esageratamente dura e difficile da masticare; taglio a fette e tolgo il torsolo, elimino le eventuali parti danneggiate. Metto un pentolino sul fuoco con una noce di burro, aggiungo le mele tagliate a cubetti, qualche goccia di succo di limone e un paio di cucchiai di zucchero (le quantità sono a piacere a seconda dei gusti). Aggiungo una grattatina di scorza di limone, uvetta essiccata e un pugnetto di frutta secca

(mandorle, noci, quello che ho in dispensa), poi unisco una grattugiatina di noce moscata e un pizzico di cannella. Se ho prugne o albicocche secche le reidrato e le unisco alle mele.

Volendo è possibile aggiungere qualunque altra frutta, fresca o secca, erba o spezia, fatevi ispirare dai vostri gusti.

Se lo desideriamo, questa strana e ricca marmellata di mele può essere conservata in barattoli come ogni altra, facendo sempre molta attenzione alla sterilizzazione.

Quando preferisco usare il forno al posto dei fornelli, posso tagliare le mele a metà invece che a cubetti; tolgo il torsolo cercando di non bucare il fondo della mezza mela (ma se succede non è grave, il risultato avrà lo stesso un ottimo sapore). Metto la frutta in una teglia con la parte tondeggiante verso il basso, bagno con un po’ di limone, spolvero sopra lo zucchero ed aggiungo le spezie che voglio; cuocio poi in forno a 180° per una ventina di minuti, finché lo zucchero in superficie non si è caramellato risultando bello dorato.

Le mele cotte sono ottime perché permettono di aggiungere sapore e fantasia ad un frutto che, altrimenti, potrebbe risultare banale e sono perfette per preparare un dolce velocissimo ed estremamente economico.