Ok del Parlamento Ue alla Direttiva Rinnovabili: buone notizie per l’economia circolare

Il Parlamento europeo ha votato la sua posizione finale sulla Direttiva sulle energie rinnovabili, che contiene due importanti novità, come sottolinea ZWE: per quanto riguarda gli incentivi alla energia da trattamento termico, si chiede obbligatoriamente la selezione dei rifiuti misti allo scopo di rimuovere (e riciclare) plastiche ed altri materiali fossili, per i cosiddetti combustibili riciclati invece viene eliminata dal calcolo sul bilancio di gas serra la componente relativa alle "emissioni evitate"

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Mercoledì 14 settembre il Parlamento europeo ha votato la sua posizione finale sulla Direttiva sulle energie rinnovabili, approvando nuovi criteri sulla gestione rifiuti propedeutici alla transizione verso l’economia circolare. Zero Waste Europe, che sta seguendo il percorso da vicino, si dice soddisfatta della votazione e sottolinea che i parlamentari hanno fatto proprie alcune delle sue proposte. L’unico rammarico, spiega la rete ambientalista, è che sia stato respinto un emendamento che escludeva totalmente dal campo di applicazione le fonti ibride di energia come i rifiuti urbani misti. Tuttavia, ecco i due punti fondamentali su cui si è espresso l’Europarlamento:

Selezione dei rifiuti misti e regimi di sostegno

I deputati hanno rafforzato i criteri di sostenibilità relativi all’uso di rifiuti misti (o residui) per la produzione di “energia rinnovabile”, richiedendo che, nel caso in cui i rifiuti misti vengano utilizzati per la produzione di “energia rinnovabile”, gli operatori debbano selezionarli per rimuovere i materiali fossili (per il riciclaggio). Inoltre, l’incenerimento dei rifiuti biogenici (rifiuti organici, carta, ecc) può essere sostenuto solo se gli obblighi di raccolta differenziata sono pienamente rispettati.

A questo proposito Janek Vähk, Coordinatore del Programma Clima ed energia di ZWE, ha sottolineato: “La direttiva non dovrebbe consentire di fornire incentivi perversi per la combustione della ‘frazione biodegradabile dei rifiuti misti’, poiché nel caso degli impianti di incenerimento, questa non viene mai bruciata senza che siano presenti anche materiali di origine fossile. Pertanto, l’obbligo di differenziazione garantirà che i rifiuti misti non possano essere inceneriti direttamente per ottenere energia rinnovabile.

Un recente rapporto dimostra che l’introduzione dell’obbligo di differenziazione per tutti i flussi di rifiuti urbani residui porterebbe a un aumento del tasso effettivo di raccolta degli imballaggi in plastica a oltre il 90%, consentendo agli Stati membri dell’UE di raggiungere i propri obiettivi di riciclaggio. Tuttavia, con l’incenerimento dei rifiuti misti, si perdono ancora grandi quantità di plastica che dovrebbero e potrebbero essere riutilizzate o riciclate.

Ancora Vähk: “L’attuale crisi energetica ha evidenziato l’importanza di ridurre la domanda di combustibili fossili. Il riutilizzo o il riciclo dei rifiuti plastici ci aiuterà a svincolarci dai combustibili fossili, dato che oltre il 20% del consumo di gas fossile nell’Ue è utilizzato per produrre plastica. Inoltre, il 50% della nafta europea (uno dei precursori per la produzione di plastica) è fornita dalla Russia”.

Carburante al carbonio riciclato – RCF

Il testo concordato migliora anche la formulazione della Commissione europea per limitare il potenziale uso di “combustibili riciclati a base di carbonio” derivati da rifiuti fossili, come i carburanti a base di plastica. Infatti, la nuova formulazione proposta dal Parlamento in merito alla metodologia elimina il concetto di “avoided emissions” (emissioni evitate), che avrebbe permesso ai produttori di scontare artificialmente le emissioni derivanti da emissioni alternative “evitate”, come l’incenerimento dei rifiuti. La pratica delle emissioni evitate migliora solo teoricamente le emissioni complessive di gas a effetto serra (GHG) di questo tipo di carburanti, e quindi avrebbe potuto consentire al carburante a base di carbonio riciclato di raggiungere la soglia di risparmio di GHG di almeno il 70% richiesta per i trasporti per contribuire agli obiettivi rinnovabili. Un recente studio sulla trasformazione della plastica in carburante mostra che i carburanti derivati dalla plastica producono elevate emissioni di scarico rispetto al diesel (1).

Lauriane Veillard, responsabile delle politiche per il riciclo chimico e la trasformazione della plastica in combustibili di ZWE: “L’eliminazione del concetto di emissioni ‘evitate’ sottolinea le reali emissioni complessive di gas serra dei combustibili al carbonio riciclati. Questo è un primo passo nella giusta direzione per mostrare la verità sulle false soluzioni verdi. Siamo soddisfatti di come sono state garantite regole più severe che rendono la plastica non ammissibile ai cosiddetti carburanti per il trasporto a basse emissioni di carbonio”.

Zero Waste Europe invita il Parlamento europeo a mantenere la sua posizione sui rifiuti misti e sui carburanti riciclati a base di carbonio durante i prossimi triloghi con il Consiglio.