‘One health, one earth. Stop food waste’: il 5 febbraio è la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare

Gli eventi ufficiali sono promossi per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica e di RAI per il sociale. Andrea Segrè: “Studiare l'evoluzione dei comportamenti dei cittadini in rapporto agli sprechi permette di tracciare un monitoraggio sugli stili di vita e di alimentazione, evidenziando le implicazioni in tema di salute e dell’ambiente"

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One health, one earth. Stop food waste è il tema della 9^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario come sempre il 5 febbraio. Gli eventi ufficiali sono promossi per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica e di RAI per il sociale, e si svolgeranno a Roma venerdì 4 febbraio, nello Spazio Europa – sede di Rappresentanza Permanente della Commissione Europea (via IV Novembre, 149): sarà l’occasione per focalizzare sulla prevenzione e riduzione degli sprechi come elemento chiave a presidio della salute dell’uomo e dell’ambiente.

Il 4 febbraio, infatti, è in programma la presentazione del nuovo report dell’Osservatorio Waste Watcher International con i dati del “Caso Italia” 2022, un’indagine promossa dalla campagna Spreco Zero in sinergia con l’Università di Bologna e IPSOS, dedicata come sempre allo spreco alimentare e alle abitudini di fruizione e gestione del cibo.

«Studiare l’evoluzione dei comportamenti dei cittadini in rapporto agli sprechi – sottolinea lo studioso e saggista Andrea Segrè – permette di tracciare un monitoraggio sugli stili di vita e di alimentazione, evidenziando le implicazioni in tema di salute dei cittadini e dell’ambiente, insieme agli effetti della pandemia sui comportamenti di consumo e sugli sprechi. L’analisi dei dati è quindi essenziale in chiave di sensibilizzazione  per lo sviluppo sostenibile e la prevenzione degli sprechi».

Anche le Buone Pratiche di prevenzione dello spreco nascono dall’analisi delle abitudini alimentari degli italiani e il 4 febbraio 2022, nell’ambito degli eventi della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, uno spazio sarà dedicato alle Best Practices di enti pubblici, imprese, scuole e cittadini: un moitoraggio che spazia dalla dimensione domestica a quella dei sistemi di produzione che devono garantire un basso impatto ambientale e il rispetto della biodiversità. La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare si focalizza con attenzione sul decennio che ci guiderà al 2030 e sugli Obiettivi di Sostenibilità dell’Agenda ONU 2030.

Al Forum di Roma interverranno, fra gli altri, il fondatore della giornata, l’accademico e agroeconomista Andrea Segrè, il Capo della Rappresentanza in italia della Commissione Europea Antonio Parenti, il vicedirettore FAO Maurizio Martina e Marina Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri. Con loro i due Ambasciatori di Buone Pratiche #sprecozero 2022, la divulgatrice scientifica Eliana Liotta e l’autore e conduttore Massimo Cirri, voce di Rai Radio2 Caterpillar.

La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare ricorre dal 2014 quando, su iniziativa del fondatore prof. Andrea Segrè, coordinatore Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare (PINPAS) del Ministero dell’Ambiente, furono convocati gli Stati generali della filiera agroalimentare italiana. Dal 2014 ad oggi la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare è stata inserita nella Campagna Spreco Zero con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana su una questione centrale del nostro tempo.

Spreco alimentare, Italia virtuosa negli ultimi dati

Nel conto alla rovescia verso la 9^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, la buona notizia arriva dalla recentissima indagine di respiro mondiale  “Food & waste around the world”, il primo rapporto globale sul rapporto fra cibo e spreco firmato da Waste Watcher, International Observatory on Food & Sustainability, realizzato con un monitoraggio in 8 Paesi del mondo: Italia, Spagna, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Russia, Canada, Cina. All’indagine hanno preso parte 8mila cittadini di questi Paesi, con un campione statistico di 1000 interviste per ciascun Paese. Sono infatti gli italiani a guidare la “hit” dei popoli più virtuosi del pianeta, con solo 529 grammi di cibo sprecato a testa nell’arco di una settimana. All’opposto, i cittadini statunitensi auto-denunciano lo spreco di 1453 grammi di cibo settimanali. Subito dopo ci sono i cinesi con 1153 grammi, quindi i canadesi con 1144 g, seguono i tedeschi con 1081 g, e quindi, sotto il kg, arrivano i cittadini inglesi (949 g), spagnoli (836 g) e i russi, (672).

Ma quali sono le strategie messe in atto dagli italiani per prevenire o ridurre lo spreco alimentare?

 Sempre l’Osservatorio Waste Watcher ha monitorato i comportamenti virtuosi: si parte dal momento dell’acquisto, perché il 74% degli intervistati (ben 3 italiani su 4) dichiara di ricorrere a una lista della spesa, prima di avventurarsi negli acquisti del cibo. E il 57% va oltre, predisponendo una specie di “menu” settimanale con indicazione dei piatti che intende cucinare di giorno in giorno. Momento strategico è quello del “check”, il controllo della cucina, dal frigo alla dispensa, per stimare esattamente la quantità e lo stato dei viveri a casa: l’82% dei consumatori italiani verifica cosa deve essere consumato prima, per prevenirne lo spreco; e l’80%, 4 italiani su 5, si assicura attentamente che le quantità cucinate siano ottimali e non eccessive, perché tutto il cibo cotto vada consumato; e ancora: se un cibo è appena scaduto, il 78% non si arrende e cerca comunque di verificarne l’edibilità, mentre il 77% ha già pre-congelato il cibo che sapeva di non poter consumare prima della scadenza. Ancora pochi i consumatori che al ristorante chiedono una family bag per fruire a casa del cibo rimasto nel piatto: dall’indagine Waste Watcher in Italia solo il 40%, ovvero 4 italiani su 10. Una ‘timidezza’ tutta europea, perché negli Stati Uniti il 74% degli avventori al ristorante ha l’abitudine di chiedere la family bag per gli avanzi, il 68% in Canada e il 61% in Cina. Scendiamo al 44% in Spagna e Germania, e al 37% in Russia e Regno Unito. La maggior parte degli intervistati negli 8 Paesi (in media il 55%) ha dichiarato di avere un approccio pragmatico rispetto all’acquisto del cibo.