Padova, verso un Piano per la depavimentazione della città in 400 aree

Depavimentare è una delle strategie più efficaci di adattamento ai cambiamenti climatici. Il Piano del Comune veneto ha concluso la sua prima fase ovvero il censimento delle superfici impermeabili di proprietà pubblica e una mappatura di diverse tipologie di aree nelle quali interventi di depavimentazione, de-impermeabilizzazione e inserimento di nuove alberature possono generare significativi benefici. Sono circa 400 le prime aree individuate, per una superficie di 287.000 mq

In Italia è forse la città di Padova che sta lavorando in maniera più organica alla depavimentazione come risposta strutturale alla crisi climatica in corso. Martedì 21 luglio il vicesindaco con delega al verde Antonio Bressa e l’assessore all’urbanistica Andrea Ragona hanno illustrato il lavoro che l’amministrazione sta portando avanti da diversi mesi verso la stesura e l’adozione di un Piano per la depavimentazione e la de impermeabilizzazione della città.

Depavimentare significa rimuovere, in tutto o in parte, le superfici impermeabili realizzate con materiali come asfalto, calcestruzzo o cemento per ripristinare la permeabilità del suolo e ridurne quindi il consumo. Si tratta di una delle strategie più efficaci di adattamento ai cambiamenti climatici che permette di mitigare le conseguenze degli eventi estremi come le ondate di calore e le precipitazioni sempre più intense, oltre che di aumentare la presenza del verde urbano.

Le superfici asfaltate e cementificate assorbono infatti grandi quantità di energia solare durante il giorno e la rilasciano lentamente nelle ore serali, determinando un aumento delle temperature all’interno delle città. La sostituzione di queste superfici con terreni permeabili o vegetazione contribuisce a raffrescare l’ambiente soprattutto durante le ondate di calore. Una superficie depavimentata aiuta anche a migliorare la gestione delle acque meteoriche aumentando la capacità del terreno di assorbire acqua in particolare durante gli eventi meteorologici intensi, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico.



Il Comune di Padova ha scelto di affrontare il tema con una strategia organica capace di integrare pianificazione urbanistica e opere concrete, anche alla luce della recente direttiva europea sul monitoraggio e la resilienza del suolo. È stato quindi avviato il lavoro per la redazione di un vero e proprio Piano, che ha concluso la sua prima fase ovvero il censimento delle superfici impermeabili esistenti di proprietà pubblica e una mappatura di diverse tipologie di aree nelle quali interventi di depavimentazione, de-impermeabilizzazione e inserimento di nuove alberature possono generare significativi benefici ambientali, climatici e paesaggistici.

Sono circa 400 le prime aree individuate, per una superficie complessiva di circa 287.000 mq. A queste si aggiungono quelle individuate con un lavoro specifico e separato che è stato già realizzato insieme allo IUAV per la Zona Industriale, il “Masterplan Strategico di Adattamento per l’Area Industriale di Padova” del 2024, strumento specificamente dedicato alle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici e alla definizione di indirizzi progettuali per l’area produttiva.

Dopo questa prima mappatura verrà avviato un percorso di confronto con il territorio e gli stakeholders, dove le cittadine e i cittadini potranno segnalare nuove aree o le priorità di intervento in un’ottica di giustizia climatica, ovvero intervenire prima dove in quartieri dove ce ne è più bisogno. Il lavoro di definizione delle aree, delle tipologie di intervento, la programmazione temporale e le priorità,verranno inseriti nel Piano che sarà discusso dal Consiglio Comunale.

Per realizzare questo percorso l’amministrazione si avvarrà del supporto di Francesco Musco, Direttore della ricerca dello IUAV, e già coinvolto nel Masterplan Strategico di Adattamento per l’Area Industriale di Padova.

Il vicesindaco Antonio Bressa, con delega al verde commenta: “La depavimentazione come strategia per una città più resiliente e più verde. Questo è il principio che ci ha portati già negli scorsi anni a mettere in campo diversi interventi di depavimentazione. Il progetto pilota di Piazza Savelli ha dimostrato come sia possibile restituire spazio al verde eliminando superfici asfaltate non più necessarie e migliorando la qualità dello spazio pubblico. Ora sono inoltre in corso interventi in via della Ricerca Scientifica, grazie ad un finanziamento europeo che permetterà la realizzazione di 16 rain garden (256mq complessivi), iniziativa che nasce proprio dal Masterplan per l’adattamento ai cambiamenti climatici in zona industriale. A questi si aggiungono altre iniziative, anche finanziate tramite PNRR, come per la riqualificazione di Piazza Azzurri d’Italia dove la riduzione delle superfici impermeabili ha consentito di incrementare la presenza di alberature e aree verdi, contribuendo al miglioramento del microclima urbano. Con il percorso a cui stiamo lavorando verso un vero e proprio Piano l’obiettivo è di fare della depavimentazione una vera e propria politica strutturale, capace di accompagnare la trasformazione della città nei prossimi anni.”

L’assessore all’urbanistica Andrea Ragona aggiunge: “Non è un lavoro che parte oggi, ma un tema su cui lavoriamo da tempo e che in alcuni casi abbiamo già attuato come ad esempio l’Amusement Park alla Guizza, ma che con questo percorso inizia a concretizzarsi. Già con il Piano degli Interventi infatti abbiamo introdotto il meccanismo della rigenerazione e della depavimentazione, che prevede prevede il recupero e la desigillatura di circa 930.000 metri quadrati di superfici impermeabilizzate nell’ambito degli interventi di rigenerazione delle aree da recuperare. Ora facciamo però un passo in più: vogliamo dotarci di uno strumento che possa orientare politiche urbanistiche. Quando da qui in avanti ci saranno trasformazioni da affrontare dovranno avvenire non solo senza consumare suolo, ma andando a recuperarne. Stiamo inoltre ragionando su come introdurre strumenti innovativi per finanziare queste opere, come l’utilizzo dei contributi straordinari. Oggi siamo al punto di partenza di un percorso che nei prossimi mesi ci porterà ad un confronto con il territorio per arricchire il lavoro e dargli forza, un cambio di scenario e paradigma nello sviluppo della città che non è rimandabile.”

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