“Il Piano Sociale per il Clima rappresenta uno strumento fondamentale per accompagnare la transizione energetica garantendo equità sociale e tutela dei soggetti più vulnerabili”. Lo ha detto alla Camera, nel corso del question time, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto. Il Piano impegna complessivamente “oltre 9,3 miliardi di euro, di cui circa sette provenienti dal Fondo sociale europeo per il clima e oltre 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale”.
Tra le misure contenute nel PSC, Pichetto ha sottolineato gli “oltre 3,2 miliardi di euro per la riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle microimprese vulnerabili” e “le misure per la mobilità sostenibile, che possono contare su oltre 4,6 miliardi di euro”.
“Per attenuare gli effetti economici dell’introduzione dell’ETS2 – ha detto ancora il Ministro – è inoltre previsto il Bonus sociale Energia Plus, con una dotazione di 1,34 miliardi di euro per il periodo 2028-2031, destinato alle famiglie con ISEE fino a 25 mila euro e rivolto a circa quattro milioni di nuclei familiari ogni anno”. Il Ministro ha ricordato anche che il Piano investe sull’elettrificazione dei consumi domestici, con oltre 95 milioni a sostegno delle famiglie vulnerabili e 85 milioni nel rafforzamento della capacità amministrativa.
“L’obiettivo – ha chiarito Pichetto – è garantire che la transizione climatica non pesi in modo sproporzionato su famiglie, microimprese e utenti più vulnerabili, ma rappresenti un’opportunità di sviluppo sostenibile e inclusivo per il Paese”.
Nel corso di un’interrogazione sugli impatti dei cambiamenti climatici sul territorio, il Ministro ha spiegato che l’Italia “sta finalizzando il proprio Piano Nazionale di Ripristino della natura, che è in fase di concertazione con gli altri Ministeri”. Questo – ha aggiunto – contempla “interventi di prevenzione e adattamento contribuiranno nel medio e lungo termine a fronteggiare gli impatti combinati di cambiamento climatico e perdita di biodiversità”.
Il Ministro ha menzionato alcune delle iniziative intraprese sul fronte climatico, con “specifiche risorse per interventi di forestazione e verde urbano volti ad incrementare la copertura arborea, le infrastrutture verdi e la de-impermeabilizzazione dei suoli”. “Le misure del Piano – ha aggiunto – daranno continuità ad azioni già intraprese nell’ambito del PNRR, come quelle relative alla tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano, il ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini, la rinaturazione di alcune aree, come quella del Po”.
Tra i temi affrontati dal Ministro, il riuso delle acque reflue depurate e la desalinizzazione, le politiche relative alla sicurezza dell’approvvigionamento idrico e al miglioramento della resilienza della rete.
Pichetto Fratin ha inoltre ricordato i “2,6 miliardi di euro investiti nel Piano d’azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria”, il programma “Climate City Contract”, con cui sono stati selezionati progetti per circa 12 milioni e le risorse stanziate sul dissesto idrogeologico nella programmazione dei Fondi Sviluppo e Coesione 2021-2027.
“Si tratta – ha concluso – di iniziative concrete e coordinate volte a rafforzare la capacità del Paese di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici, che tengono conto delle azioni del PNACC, e il coordinamento tra i vari livelli istituzionali coinvolti”.
In un’interrogazione relativa al Parco Nazionale di Portofino, il Ministro ha ricordato che è prevalsa “l’ipotesi di delimitazione circoscritta a tre comuni rispetto all’estensione a undici, perché invisa a gran parte dei comuni interessati e stante la ferma contrarietà della Regione Liguria”. “Si è inteso – ha spiegato – raggiungere un punto di equilibrio, garantendo l’esigenza di tutela ambientale del territorio, sulla scorta delle indicazioni tecnico scientifiche acquisite, e al contempo assicurando certezza giuridica e stabilità dell’assetto istituzionale dell’area protetta”.
“Tutto questo – ha chiarito il Ministro – non preclude un ulteriore sviluppo ed un eventuale allargamento della tutela a quei Comuni che manifesteranno la volontà di entrare nel Parco, come peraltro più volte accaduto per altri Parchi Nazionali”.
In merito alla tutela dell’esistente area marina protetta, Pichetto Fratin ha ricordato “che la volontà del legislatore consiste nella creazione di un Parco Nazionale con estensione a mare: il territorio del nuovo Parco comprende la già istituita area protetta di Portofino”, ha concluso.










