Oltre 11,5 milioni di euro per utilizzare le tecnologie digitali nella gestione del traffico e intervenire sulla qualità dell’aria. È il progetto “Intelligenza artificiale al servizio del traffico”, promosso dall’assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte nell’ambito del Piano regionale di qualità dell’aria (Prqa) approvato a luglio.
L’obiettivo dichiarato dalla Regione è ridurre le congestioni nei punti più critici della rete stradale e, di conseguenza, le emissioni associate ai veicoli fermi o rallentati nel traffico. Le risorse stanziate ammontano complessivamente a 11.591.128,50 euro di fondi statali.
Semafori intelligenti e dati sulla qualità dell’aria
Il progetto prevede di trasformare alcuni tratti della rete stradale in una “infrastruttura cooperativa”, dotata di sistemi in grado di raccogliere e utilizzare dati sul traffico e sull’inquinamento.
Nei principali incroci saranno installati sensori per il monitoraggio dei flussi di traffico in tempo reale. I dati saranno integrati con quelli relativi alle concentrazioni di PM10, PM2.5 e ossidi di azoto (NOx) rilevate dalle centraline di Arpa Piemonte.
L’intelligenza artificiale, integrata con la centrale 5T, consentirà quindi di modificare dinamicamente i tempi dei semafori sulla base delle condizioni rilevate, con l’obiettivo di distribuire e rendere più fluidi i flussi di traffico.
Secondo l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, la tecnologia dovrebbe permettere di affrontare il problema dello smog anche intervenendo sulla circolazione, riducendo i tempi trascorsi dai veicoli in coda.
Pannelli a messaggio variabile contro code e picchi di smog
Il secondo asse dell’intervento riguarda l’infomobilità. Lungo le principali arterie di accesso alle città saranno installati pannelli a messaggio variabile destinati a fornire informazioni agli automobilisti.
In presenza di ingorghi o livelli elevati di inquinamento, i pannelli potranno segnalare la situazione e indicare possibili percorsi alternativi, con l’obiettivo di distribuire i flussi prima che si concentrino nei punti più congestionati.
La sperimentazione parte da Torino
La prima applicazione sperimentale è prevista entro la fine del 2026 a Torino, nell’area di piazza Re Rebaudengo, individuata dalla Regione come uno degli snodi interessati da rilevanti flussi di traffico.
Successivamente il progetto sarà esteso ai Comuni della prima cintura metropolitana coinvolti dall’iniziativa: Beinasco, Orbassano, Grugliasco, Collegno, Settimo Torinese, San Mauro Torinese e Venaria Reale.
La Regione prevede di completare l’estensione e portare il sistema a pieno regime entro il 2029.
Il cronoprogramma fino al 2029
Il provvedimento regionale Dgr 14-2658/2026 sarà pubblicato il 3 settembre sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.
La Regione ha inoltre trasmesso una comunicazione ai sindaci degli otto Comuni interessati per condividere l’iniziativa e avviare un tavolo di confronto tra i soggetti coinvolti.
Il cronoprogramma prevede la pubblicazione della manifestazione di interesse entro dicembre 2026, seguita dalla fase di co-progettazione all’inizio del 2027. Le gare d’appalto dovrebbero partire entro settembre 2027, mentre la piena operatività del sistema complessivo è prevista entro il 2029.
La gestione sarà centralizzata dalla Regione Piemonte, che si occuperà della realizzazione e della messa in esercizio del servizio, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi a carico dei Comuni coinvolti.










