Plastiche in mare, i danni sui microrganismi nello studio dell’Università di Cagliari

Lo studio si è concentrato sulle microplastiche di produzione industriale che contengono il plasticizzante DEHP e sugli effetti che queste hanno sui gusci e il citoplasma dei foraminiferi, organismi marini unicellulari presenti ovunque nel mare, che rappresentano uno degli ingressi verso la catena alimentare e che aiutano nel riassorbire la CO2

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L’immane quantità di microplastica dispersa nei mari e negli oceani ha effetti estremamente negativi sulla vita dei piccoli organismi marini, mette a rischio il ciclo vitale di tutte le specie e la loro funzione regolatrice dell’ecosistema globale. È questo il risultato a cui è giunto lo studio dell’Università di Cagliari “Plastics, (bio)polymers and their apparent biogeochemical cycle: an infrared spectroscopy study on foraminifera”, pubblicato dalla rivista Enviromental Pollution. La ricerca è firmata da Giovanni Battista De Giudici, Carla Buosi e Daniela Medas, del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche di UniCa (diretto da Rosa Cidu), in collaborazione con ricercatrici e ricercatori di altri atenei e centri di ricerca italiani ed esteri: Giovanni Birarda e Lisa Vaccari (Elettra sincrotrone Trieste); Francesca Caridi ed Anna Sabbatini (Università Politenica delle Marche); Letizia di Bella (Università la Sapeinza); Martina Pierdomenico (CNR-IAS); Maria Antonietta Casu (CNR); Arthur Surowka (AGH) e Carlo Meneghini (Università Roma Tre).

Lo studio si è concentrato sulle microplastiche di produzione industriale che contengono il plasticizzante DEHP e sugli effetti che queste hanno sui gusci e il citoplasma dei foraminiferi, organismi marini unicellulari presenti ovunque nel mare, che rappresentano uno degli ingressi verso la catena alimentare. Tra le azioni fondamentali di molte specie dei foraminiferi c’è anche la creazione di un guscio di carbonato di calcio che aiuta nel riassorbire la CO2 atmosferica.

Foraminiferi a rischio scomparsa entro il 2100, con gravi conseguenze per l’ambiente se non si interverrà con buone pratiche e riduzione della plastica

I risultati della ricerca dimostrano che le microplastiche sono presenti nel guscio e nella cellula dei foraminiferi analizzati. Studiando lo spettro composizionale delle cellule, è stato dimostrato per la prima volta che la presenza delle plastiche induce uno stress cellulare in questi microrganismi. Inoltre, il plasticizzante (DEHP) viene incorporato nella cellula ed anche nel guscio.

Queste osservazioni inducono a pensare che l’inquinamento chimico combinato con l’acidificazione delle acque possa portare alla scomparsa dei foraminiferi entro il 2100. Un’eventualità da scongiurare, perché i foraminiferi sono una componente fondamentale dell’ecosistema e la loro biodiversità e abbondanza sono elementi essenziali per la resilienza ambientale rispetto ai Global Changes.

La ricerca dimostra come la plastica sia un inquinante pericoloso delle acque e la sua presenza è talmente abbondante nei sedimenti fluviali e marini che gli effetti di questa situazione devono destare notevoli preoccupazioni. L’Università di Cagliari ha da tempo attivato campagne di sensibilizzazione (UniCa per lo Sviluppo sostenibile) e azioni concrete, come la riduzione degli imballaggi di plastica nei distributori automatici, per limitare il più possibile l’inquinamento da sostanze plastiche.