Pnrr, 61,3 miliardi ai trasporti: il Ministro Giovannini fa il punto in Commissione Bilancio

Entro l’anno il Mims avrà ripartito agli enti attuatori gli oltre 61 miliardi per i progetti di sua competenza. Il Ministro delle Infrastrutturer ha inoltre illustrato lo stato del processo di attuazione del Pnrr e ha annunciato l’avvio di una piattaforma di monitoraggio, in via di definizione, per seguire i singoli progetti attinenti al Mims, con lo stato di avanzamento costantemente aggiornato e schede di dettaglio

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I 61,3 miliardi di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e del Piano complementare di competenza del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili entro l’anno saranno tutti assegnati agli enti attuatori. Lo comunica lo stesso dicastero in una nota. I soggetti attuatori sono:

Rete Ferroviaria Italiana (RFI) 34,4 mld – 56%
Enti territoriali 13 mld – 21,1%
Concessionari e società di gestione 7,8 mld – 12,8%
Autorità di Sistema Portuale 2,9 mld – 4,7%
Provveditorati Mims e Commissario A24 e A25 1,8 mld – 2,9%
Imprese e soggetti economici 1,6 mld – 2,5%

Ad oggi il riparto delle risorse, dopo gli accordi con le Regioni e gli enti locali, riguarda  53,2 miliardi pari all’86,7% della cifra complessiva. Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, in una audizione in Commissione bilancio alla Camera, ha illustrato lo stato del processo di attuazione del Pnrr e ha annunciato l’avvio di una piattaforma di monitoraggio, in via di definizione, per seguire i singoli progetti attinenti al Mims, con lo stato di avanzamento costantemente aggiornato e schede di dettaglio.

Di grande rilievo, ai fini dell’attuazione del Pnrr, sono le riforme previste nel Piano stesso. Complessivamente il Mims è tenuto a realizzare dieci riforme. Delle cinque previste come obiettivo per l’anno in corso, tre sono già state approvate e per due sono in via di definizione atti amministrativi per completarle. Delle quattro riforme previste per il 2022, due sono già state anticipatamente realizzate e per le altre due è in corso la fase istruttoria. Particolarmente significativa è la riforma approvata per snellire l’iter di approvazione del Contratto di Programma tra Mims e Rfi che consentirà di ridurre i tempi di approvazione dagli attuali 24 mesi a circa 8 mesi.

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