Guerra e gestione rifiuti a Leopoli: raccolti e donati già 1.500 dalla campagna promossa da Eco dalle Città

L'iniziativa è stata attivata in sinergia con Zero Waste Lviv, gruppo ambientalista che prima del conflitto aveva realizzato numerose attività per migliorare la gestione dei rifiuti in città, raggiungendo dei risultati pioneristici rispetto al resto del paese. Abbiamo fatto due chiacchiere con Irina, presidente dell’associazione, che spiega come la guerra potrebbe compromettere i risultati raggiunti

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Leopoli

Per dare un contributo ambientalista all’Ucraina in guerra, Eco dalle Città e il circolo Legambiente GreenTO hanno attivato una raccolta fondi per acquistare stoviglie riutilizzabili e macchine lavastoviglie per ridurre i rifiuti da stoviglie usa e getta nei campi profughi di Leopoli. La campagna crowdfunding è tutt’ora attiva e, al momento, sono già stati raccolti e donati 1.500 euro. L’invito è quindi quello di continuare a sostenerci per aiutare la città ucraina.

L’iniziativa è stata attivata in sinergia con Zero Waste Lviv (Leopoli in ucraino), gruppo ambientalista che prima del conflitto aveva realizzato numerose attività per migliorare la gestione dei rifiuti in città, raggiungendo dei risultati pioneristici rispetto al resto del paese. Ce lo racconta Irina, presidente dell’associazione, che spiega come la guerra potrebbe compromettere i risultati raggiunti.

ZWL nasce alla fine del 2016 dopo un tremendo incendio nei pressi di una discarica alle porte delle città, evento culmine di una forte crisi di gestione dei rifiuti nella città. Un gruppo di volontari unisce così le proprie forze con la volontà di fornire consulenza ed implementare strategie a favore della riduzione e prevenzione dei rifiuti, promuovendo il principio “Zero Waste” in Ucraina. L’associazione si prefigge l’obiettivo di creare un modello urbano da prendere come esempio per altre città. Oltre al costante confronto con il municipio, vengono portati avanti incontri, consultazioni ed iniziative ambientali con i quartieri, le aziende locali, gli operatori e le sei imprese di riciclaggio della città.

Questi attività sono diventate la base per la creazione della “Strategia di gestione dei rifiuti 2017-2020”. ZWL ha condotto numerose campagne informative ed educative, sfide di consumo consapevole e minimizzazione degli sprechi, festival, conferenze, workshop e numerosi incontri rivolti alla società civile che al mondo del business. La cultura “Zero Waste” ha ricevuto un così ampio sostegno tra i residenti di Leopoli ma anche oltre i suoi confini, portando alla nascita di nuove associazioni Zero Waste in altre città come Kharkiv, Kyiv, Odesa e molte altre, unitesi poi nella Zero Waste Alliance Ukraine. Tra i molti traguardi raggiunti, spicca anche un efficiente sistema di raccolta differenziata ed un nuovo impianto di compostaggio per la valorizzazione dell’organico, il primo in tutto il territorio ucraino. L’impianto è attivo da due anni ed è andato a sostituire il compostaggio di comunità che prima veniva svolto nei quartieri, anche grazie al supporto di ZWL.

Con lo scoppio della guerra questi risultati cominciano a crollare, sotto il pesante aumento delle materie prime come quelle energetiche, che hanno reso economicamente svantaggiosa la raccolta differenziata per le aziende di rifiuti, e per via dell’aumento degli stessi rifiuti prodotti dall’ingente flusso migratorio. “In una situazione di emergenza, è ancora più difficile far capire a delle persone che non hanno mai messo in pratica la raccolta differenziata, come sia importante separare i rifiuti” dice Irina. Per queste ragioni, la raccolta differenziata è sospesa e tutti i rifiuti sono raccolti in maniera indifferenziata, con un particolare aumento delle plastiche monouso derivanti dai pasti e bevande calde nei pressi dei centri di accoglienza dei profughi o alla stazione ferroviaria, dove molti si sono accampati con la speranza di prendere prima o poi un treno per lasciarsi alle spalle la guerra. Anche il recente impianto di compostaggio, ha smesso di funzionare.

In questo scenario difficile, i volontari di ZWL non hanno abbandonato l’impegno nel proteggere l’ambiente. Lo fanno anche nei campi profughi. La loro azione si basa su una quotidiana serie di attività di informazione per favorire il corretto riciclo, come la formazione fornita ai volontari ed agli operatori che più direttamente si occupano di rifiuti in questa fase di emergenza. Anche per i nuovi arrivati, non risulta facile la gestione del rifiuto, visto che a Leopoli ci sono sei diverse aziende di rifiuti, con diversi contenitori e colori di riferimento per ogni frazione. L’attività di informazione e supporto è rivolta anche alle aziende ed ai numerosi ristoranti impegnati nel supportare i profughi. Una recente iniziativa, riguarda proprio la promozione di contenitori ermetici in acciaio acquistati da ZWL e poi redistribuiti ai ristoratori. Attraverso i nuovi contenitori, si potranno trasportare i cibi nei luoghi dove vengono distribuiti abitualmente attraverso piatti e posate riutilizzabili, evitando così le confezioni monoporzione in plastica.

In questo momento in cui la politica sembra mettere in secondo piano le tematiche ambientali, a Leopoli è la società civile che se ne sta facendo carico. Il prossimo progetto che ZWL vuole mettere in campo riguarda proprio la gestione dei rifiuti alla stazione ferroviaria, dove si trovano molti rifugiati. L’associazione, ha intenzione di lanciare una raccolta fondi per l’acquisto di alcune lavastoviglie industriali e poter limitare l’uso delle plastiche monouso per la somministrazione di bevande ed alimenti. Questi macchinare sarebbero acquistabili nella capitale o nel vicino territorio polacco e potrebbero comportare non solo un notevole risparmio sia in termini economici che ambientali.