Quarta linea inceneritore di Torino, atteso via libera per progettazione definitiva

Il potenziamento dell'inceneritore di Torino entra in un momento cruciale. Mercoledì 18 marzo l’assemblea dell’Autorità rifiuti Piemonte dovrebbe infatti formalizzare il mandato definitivo a Trm per la realizzazione del progetto. Abbandonata l’idea di costruire un nuovo inceneritore regionale, si è deciso per una quarta linea del termovalorizzatore del Gerbido, che porterà la capacità di smaltimento rifiuti complessiva ad 850 mila tonnellate

Dopo la relazione tecnica del Politecnico, che ha definito criteri minimi e linee di indirizzo, il potenziamento dell’inceneritore di Torino entra in un momento cruciale. Mercoledì 18 marzo l’assemblea dell’Autorità rifiuti Piemonte dovrebbe infatti formalizzare il mandato definitivo a Trm per la realizzazione del progetto.

Abbandonata l’idea di costruire un nuovo inceneritore regionale, si è deciso per una quarta linea del termovalorizzatore del Gerbido, che porterà la capacità di smaltimento rifiuti complessiva ad 850 mila tonnellate, 250 mila in più di quelle attuali. L’obiettivo è arrivare all’operatività entro il 2031-32.

La seduta dell’Autorità, convocata da sindaco di Torino Stefano Lo Russo in qualità di presidente dell’assemblea, prevede diverse cose oltre alla concessione a Trm: la Valutazione di impatto ambientale, l’Autorizzazione ambientale, la nascita di un tavolo tecnico permanente per la “preventiva consultazione e condivisione degli atti principali” dell’Autorità d’ambito, guidata dall’ex commissario Tav Paolo Foietta, il via libera ai criteri tecnici minimi e alle linee di indirizzo per la sostenibilità ambientale, alle compensazioni economiche ai Comuni limitrofi al Gerbido e al modello tariffario equo per la Tari dei cittadini.

Per quanto riguarda la sostenibilità, si punta innanzitutto ad un meccanismo di compensazione: l’emissione di inquinanti atmosferici, che dovrebbe essere limitata da un sistema di filtri potenziato, sarà bilanciata dall’aumento della quantità di calore ceduta alla rete di teleriscaldamento. Dovrebbe inoltre essere estesa la rete di monitoraggio ambientale ed epidemiologico, così come si valuterà la sostituzione ove possibile del trasporto ferroviario dei rifiuti fino allo scalo di Orbassano, invece che su gomma.

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