Raee in Italia, nel 2021 +6% di raccolta ma gli obiettivi europei rimangono lontani

Dal rapporto del Centro di Coordinamento emerge che gli impianti hanno avviato a recupero 510.367 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, il 6,6% in più rispetto ai quantitativi dichiarati nel 2020. Tuttavia dal 2019 l’obiettivo comunitario del 65% è da intendersi come rapporto tra i RAEE raccolti nell’anno di riferimento e la media delle apparecchiature immesse sul mercato nel triennio precedente. Stando ai dati resi disponibili al 30 giugno 2022, in Italia il tasso di raccolta si attesta al 34,56%,

764
Raee in Italia

Il Centro di Coordinamento RAEE presenta il Rapporto Gestione RAEE 2021 che riassume i risultati delle dichiarazioni annuali fatte dagli impianti iscritti all’elenco obbligatorio gestito dal Centro di Coordinamento RAEE. Le aziende hanno infatti l’obbligo di comunicare al consorzio, entro il 30 aprile di ogni anno, i volumi di rifiuti tecnologici gestiti nel corso dell’anno precedente.

Dal rapporto emerge che gli impianti hanno avviato a recupero 510.367 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), il 6,6% in più rispetto ai quantitativi dichiarati nel 2020. I dati indicati sono stati elaborati a partire dalle dichiarazioni disponibili al 30 giugno 2022.

Quasi il 77% dei volumi trattati, per la precisione il 76,9%, corrispondente a 392.347 tonnellate, proviene da nuclei domestici, con un incremento della raccolta del 6,2% rispetto al 2020. Il restante 23,1%, pari a 118.020 tonnellate, è riconducibile a RAEE di origine differente dai rifiuti tecnologici provenienti dai nuclei domestici (i così detti RAEE professionali). Anche in questo caso il totale raccolto è in crescita, grazie a un incremento dell’8% rispetto al 2020.

Andamento dei RAEE provenienti da nuclei domestici

Al pari degli ultimi due anni, anche nel 2021 la dichiarazione sui RAEE provenienti dai nuclei domestici rispecchiano l’andamento migliorativo della raccolta rendicontata dai Sistemi Collettivi al CdC RAEE, come emerge dal Rapporto Annuale 2021. Va sottolineato che da una analisi dei dati provenienti da queste due fonti, emerge come solo una quantità minima di RAEE, pari a poco meno del 3%, proviene da canali di raccolta diversi da quelli gestiti all’interno del sistema coordinato dal CdC RAEE.

Entrando nel dettaglio delle tipologie, i maggiori quantitativi di RAEE riguardano i grandi bianchi (R2) e freddo e clima (R1), mentre l’incremento maggiore (+23,8%) lo registrano TV e apparecchi con schermi (R3), determinato dall’importante incremento della raccolta che ha caratterizzato l’ultimo quadrimestre dell’anno a seguito dell’erogazione del Bonus TV. In crescita anche i volumi delle sorgenti luminose (R5) che registrano un incremento dell’8,1% rispetto al 2020, mentre piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4) segnano una battuta d’arresto (-5,4%), come confermato anche da quanto emerge dai dati di raccolta pubblicati dal CdC RAEE nel Rapporto annuale 2021.

Obiettivi lontani

Nonostante questi dati, il target di raccolta fissato dall’Unione Europea resta lontano. Dal 2019 infatti l’obiettivo è del 65% ed è da intendersi come rapporto tra i RAEE raccolti nell’anno di riferimento e la media delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) immesse sul mercato nel triennio precedente. Stando ai dati resi disponibili al 30 giugno 2022, in Italia il tasso di raccolta si attesta al 34,56%, in linea con il trend di decrescita registrato dal 2019 e distante oltre 30 punti percentuali dall’obiettivo europeo.

Un dato riconducibile ad almeno quattro fattori. Innanzitutto, la forte crescita dell’immesso di AEE nel triennio 2018-2020 con un aumento del 13,5% rispetto al triennio precedente. Non certo secondo, l’Open Scope che ha allargato la “famiglia RAEE” andando a comprendere tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche. Terzo, occorre considerare il fatto che una crescita dell’immesso non fa crescere matematicamente anche la raccolta. Questo dipende dalla vita dei prodotti, dall’uso e soprattutto dallo sviluppo di nuove AEE che vanno a interessare ulteriori nuovi ambiti di utilizzo. Quarto, ma non certo ultimo in ordine di importanza, la dispersione dei RAEE al di fuori dei canali ufficiali di raccolta e trattamento.

Sfoglia il Rapporto Gestione RAEE 2021