Recovery Fund e mobilità sostenibile, Costa: ‘Obiettivo è arrivare a 20 mila chilometri di ciclovie e piste ciclabili’

Il Ministro è intervenuto alla presentazione del 5° rapporto dell’Osservatorio nazionale infrastrutture, sicurezza e mobilità per le due ruote. “È emersa l’esigenza di aiutare i sindaci a ridisegnare città diverse, adesso c’è un bisogno di sicurezza che possiamo sostenere prevedendo risorse"

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“Il Ministero dell’Ambiente crede fortemente nel nuovo modo di concepire la mobilità sostenibile nelle città. Con il bonus per la mobilità sostenibile, che ha tracciato il 2020, abbiamo voluto aiutare chi desiderava immaginare un nuovo modo di concepire gli spostamenti casa-lavoro scuola-casa”.

Lo ha affermato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa intervenendo in diretta web alla presentazione del quinto rapporto dell’Osservatorio nazionale infrastrutture, sicurezza e mobilità per le due ruote, promosso da Confindustria ANCMA e Legambiente.

“È emersa l’esigenza di aiutare i sindaci a ridisegnare città diverse nel solco della mobilità sostenibile – ha aggiunto Costa – le strade non sono solo degli automobilisti, ma anche di chi va su due ruote, dei motocicli, del Tpl. Lo dico perché, come Ministero abbiamo creduto nella possibilità di spingere i cittadini ad affrontare in modo diverso la mobilità. Adesso c’è un bisogno di sicurezza, che possiamo sostenere prevedendo risorse economiche per le ciclovie e piste ciclabili”.

“Lo abbiamo previsto anche nel recovery fund, licenziato recentemente in Cdm – ha poi detto il Ministro – e che adesso passerà al vaglio del Parlamento che sono sicuro saprà apprezzare le risorse per piste ciclabili e ciclovie. Risorse che disegnano un arco temporale in cui costruire nuovi percorsi, il nostro obiettivo è arrivare a 20 mila chilometri, farlo in sicurezza e spingere il settore ad andare incontro a chi vuole utilizzare una mobilità diversa, sostenibile e dolce”.

“In questo forum, mi piacerebbe immaginare e la propongo come opzione quella di prevedere presso il Ministero dell’Ambiente una cabina di regia che guardi a questa diversa forma di mobilità nelle città, insieme all’Anci, al mondo produttivo e alle associazioni ambientaliste – ha poi affermato Costa – è un modo per applicare bene la legge di stabilità e seguire tutte le fasi future legate al Recovery fund”.

“Credo – ha aggiunto – che questa possa essere una buona proposta. Sapete inoltre che abbiamo cominciato la formazione ambientale nelle scuole, e ci piacerebbe immaginare che la mobilità sostenibile possa entrare nella formazione ambientale, anche come elemento di confronto nelle scuole, nelle quali si formano i cittadini di domani”.

“I dati che sono stati rappresentati nel report – ha poi spiegato Costa – mostrano ancora una spaccatura tra nord e sud Italia: non c’è una cattiva volontà di una parte dell’Italia rispetto all’altra, ma una disabitudine, che si vince cominciando a parlare con le famiglie che vivono in quelle città. E possiamo raggiungere le famiglie solo attraverso la scuola”.

“Nel campo ambientale c’è un paradosso – ha concluso il Ministro – i veri educatori degli adulti sono oggi i bambini, i ragazzi, la sensibilità dei figli è maggiore di quella dei genitori, e parlare con loro vuol dire cambiare le abitudini, cambiare i paradigmi, investire e credere in un futuro diverso”.

Per quanto riguarda la “cabina di regia ambientale” sul Recovery fund, il ministero dell’Ambiente precisa di aver proposto una cabina di regia e quindi un gruppo di lavoro sulla mobilità dolce, che coinvolga – non a titolo esaustivo ma esemplificativo – Anci, associazioni e mondo produttivo, per mettere a punto le migliori politiche ambientali sulla mobilitydolce, tema su cui “il Ministero dell’Ambiente punta molto”.