Reggio Calabria, pronto il nuovo piano rifiuti in collaborazione con Conai

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Palazzo San Giorgio, sede del Comune di Reggio Calabria, municipio

Martedì 2 febbraio è in programma la presentazione ufficiale del nuovo piano rifiuti della città di Reggio Calabria, realizzato in collaborazione con il Conai. Il passo successivo sarà la pubblicazione di un bando per l’affidamento del servizio, che potrà avvenire in maniera graduale nell’arco di sei mesi, come ha spiegato l’assessore all’Ambiente Paolo Brunetti. Se tutto dovesse procedere senza intoppi, il bando sarà on line agli inizi di marzo. Per l’amministrazione comunale il piano darà una risposta concreta ai problemi di raccolta degli ultimi mesi, che hanno causato accumuli di spazzatura a cielo aperto in molte strade della città, e sui quali c’è stato un lungo rimpallo di responsabilità tra Regione e Comune.

“Abbiamo raccolto gli spunti offerti dal Consorzio nazionale imballaggi – ha spiegato Brunetti lo scorso 19 gennaio – è stato compiuto un passo fondamentale verso il completamento di un programma che si tradurrà positivamente per i cittadini che potranno, dunque, contare su un servizio più efficiente sia dal punto di vista strutturale sia nel rapporto costi-benefici per l’Ente”.

Alcune delle novità inserite nelle ipotesi avanzate dal Conai, riguardano l’installazione delle compositere di prossimità e di quartiere per il conferimento dell’organico, la messa in posa di cassonetti intelligenti in aree circoscritte e videocontrollate, la possibilità di incentivi e premialità per gli utenti che effettueranno una differenziata corretta ed il passaggio ad un sistema cosiddetto “misto” che alterna la raccolta stradale a quella “porta a porta”.

“L’obiettivo – ha spiegato Brunetti – è di raggiungere, in due anni, la soglia del 65% della differenziata nel rispetto dei parametri fissati dalla Comunità europea. Puntiamo a vincere una sfida che è abbondantemente alla nostra portata. Ricordo, infatti, che, quando il sistema di raccolta e conferimento funzionava a dovere, eravamo riusciti a portare le quote di differenziata dal 7 al 60%”.