Rifiuti, Legambiente e Cgil contro l’inceneritore di Roma

Il sindacato e l’associazione ambientalista hanno presentato il documento “Roma Capitale Circolare”. L’obiettivo è dare un contributo concreto per fermare il progetto di realizzazione di un nuovo inceneritore

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inceneritore di roma

Il 13 luglio Cgil Roma e Lazio e Legambiente Lazio hanno presentato il documento “Roma Capitale Circolare – le proposte per la chiusura del ciclo dei rifiuti di Roma”. Un documento attraverso cui il sindacato e l’associazione ambientalista vogliono dare un contributo concreto per fermare il progetto di realizzazione dell’inceneritore di Roma.

“Abbiamo costruito queste nostre proposte per la chiusura del ciclo dei rifiuti con una nuova sinergia tra le nostre grandi organizzazioni, perché Roma si merita il meglio, anche nelle scelte verso l’economia circolare – dichiarano i rappresentati di Cgil e Legambiente – e lo abbiamo fatto con una foto – grafia di quanto accaduto nei primi 9 mesi di vita della giunta Gualtieri, e soprattutto con visioni di scenario sia in chiave impiantistica, che di governance del ciclo e di generazione di nuovo lavoro. Grazie a numeri e tecnologie provenienti dal mondo del lavoro e dell’ambientalismo scientifico, d’ora in avanti è in campo un percorso serio per la gestione dei rifiuti, saldamente centrato nella circular economy e nel solco della transizione ecologica, dove non ha spazio alcun nuovo inceneritore. Da domani e per le prossime settimane e mesi proseguiranno appuntamenti di ascolto e confronto con i cittadini, con esperti del mondo ambientalista e industriale, con i territori e gli stakeholders, perché possano nascere altre idee che integrino e migliorino quanto presentiamo e per dotare la capitale della migliore tecnologia e soluzione disponibile. Verso gli stati generali dell’economia circolare che vogliamo costruire nel prossimo autunno, chiediamo di attivarsi al mondo associativo, a quello universitario e della ricerca, a quello dell’impresa, in un grande concorso di idee che metta a disposizione di Roma quanto di meglio si possa immaginare”.

Dallo studio della situazione attuale emerge quanto la percentuale di differenziata reale sia ben al di sotto del 45% raccontato e fermo invece a meno del 39%, di come la cifra extra costi indotti dalla ennesima crisi sia pari a circa 20 milioni di euro, ma anche di quanto siano lontani, ben 11 e 33 punti, gli obiettivi programmatici della stessa Giunta sulla differenziata al 2026 e 2035. Le proposte presentate partono da una riduzione del 12% di produzione totale rifiuti, un piano per la raccolta differenziata al 72% per non mancare gli obiettivi europei e 6 nuovi capitoli di differenziata da intercettare nei circuiti dei Raee, dei PaP, del Tessile, del recupero delle terre di spazzamento, di una nuova filiera per le plastiche miste e del recupero di scarti da edilizia comunemente abbandonati nell’indifferenziata.

Cgil Roma e Lazio e Legambiente Lazio sono convinte che grazie a queste nuove frazioni, insieme alla riduzione e all’aumento della raccolta differenziata si arriva secondo lo studio, a contenere i rifiuti indifferenziati residui in appena 228.589 t/anno, da gestire con gli impianti in esercizio e con le nuove e future tecnologie di gestione finale che ne permetteranno il futuro ridimensionamento. E insieme a tutto ciò, sono state presentate le azioni per gestire al meglio il medio periodo, a partire dalla costituzione di una grande Multiutility dell’Economia Circolare Regionale: tutti elementi straordinariamente positivi anche per la creazione di lavoro, basti pensare che la nuova occupazione attivabile è pari a 386 posti di lavoro ogni 10.000 tonnellate di rifiuti sottratti all’inceneritore di Roma.