Rinvio Plastic Tax, Greenpeace: “Ennesimo favore alle lobby del fossile”

“Sul rinvio della Plastic tax, il governo Meloni opera in perfetta continuità col governo Draghi. Lo abbiamo già affermato in passato e lo ribadiamo: si tratta dell’ennesimo favore concesso alle lobby fossili e all’industria della plastica monouso, a scapito di persone e Pianeta”. Così Greenpeace Italia commenta il provvedimento annunciato dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni

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“Sul rinvio della Plastic tax, il governo Meloni opera in perfetta continuità col governo Draghi. Lo abbiamo già affermato in passato e lo ribadiamo: si tratta dell’ennesimo favore concesso alle lobby fossili e all’industria della plastica monouso, a scapito di persone e Pianeta”. Così Greenpeace Italia su Twitter commenta il provvedimento annunciato dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa che si è svolta dopo l’approvazione della manovra finanziaria”.

Istituita con la legge di Bilancio 2020 ed entrata (solo) formalmente in vigore nel gennaio di due anni fa, la plastics tax italiana impone ai manufatti in plastica di singolo impiego (Macsi) un’imposta di 450 euro a tonnellata. Sono escluse dalla tassazione le plastiche compostabili secondo la UNI EN 13432 e quelle ottenute da riciclo, anche per quota parte, oltre che tutti i dispositivi medici e gli imballaggi farmaceutici. La norma, di fatto, non è mai stata applicata. Quest’ultimo è il quarto rinvio: il primo era avvenuto il 1° luglio 2021, il secondo il 1° gennaio 2022, il terzo a gennaio 2023.