Cdm, rinviata ancora la Plastic Tax: è la quarta volta in due anni

Istituita con la legge di Bilancio 2020, la norma di fatto non è mai stata applicata. Prevede un'imposta di 450 euro a tonnellata per i manufatti in plastica di singolo impiego (Macsi) mentre esclude le plastiche compostabili secondo la UNI EN 13432 e quelle ottenute da riciclo, anche per quota parte, oltre che tutti i dispositivi medici e gli imballaggi farmaceutici. Quest'ultimo, deciso dal Consiglio dei Ministri il 21 novembre, è il quarto rinvio

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Nuovo rinvio a data da destinarsi per l’entrata in vigore di sugar tax e plastic tax, le imposte sulle bevande zuccherate e sui prodotti in plastica monouso (Macsi) introdotte dall’ex governo Conte nel 2019. La notizia era nell’aria ed è stata confermata dal Consiglio dei Ministri presieduto da Giorgia Meloni, riunitosi nella serata di lunedì 21 novembre per la manovra finanziaria. Il Cdm ha approvato il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per il 2023 e il bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 e l’aggiornamento del Documento programmatico di bilancio (DPB). E tra le misure annunciate c’è anche la sospensione, per tutto il 2023, dell’entrata in vigore delle due imposte.

Istituita con la legge di Bilancio 2020 ed entrata (solo) formalmente in vigore nel gennaio di due anni fa, la plastics tax italiana impone ai manufatti in plastica di singolo impiego (Macsi) un’imposta di 450 euro a tonnellata. Sono escluse dalla tassazione le plastiche compostabili secondo la UNI EN 13432 e quelle ottenute da riciclo, anche per quota parte, oltre che tutti i dispositivi medici e gli imballaggi farmaceutici. La norma, di fatto, non è mai stata applicata. Quest’ultimo è il quarto rinvio: il primo era avvenuto il 1° luglio 2021, il secondo il 1° gennaio 2022, il terzo a gennaio 2023.

Nei giorni scorsi, Unionplast aveva chiesto la cancellazione dell’imposta: “La plastic tax, nata quattro anni fa con l’obiettivo di contrastare in modo meramente sanzionatorio gli effetti negativi della mancata chiusura del ciclo dei rifiuti plastici da imballaggio, – ha detto Marco Bergaglio, presidente dell’associazione – . si è dimostrata a tutti gli effetti inefficace e di formulazione complessa al punto da renderne difficile la sua applicazione”.

Secondo l’associazione altre norme come la Sup (Single Use Plastic), “che hanno obiettivi di uso di materiali riciclati in alcuni imballaggi e che propongono un approccio positivo e non più sanzionatorio, hanno invece stimolato comportamenti virtuosi, sia dei consumatori che delle imprese, le quali hanno volontariamente anticipato le scadenze di legge introducendo da subito percentuali di riciclato nei manufatti”.

A plastic tax e sugar tax è collegato un gettito da 650 milioni di euro all’anno. Secondo il Sole 24 Ore, i tecnici del Mef hanno ipotizzato un percorso in due mosse: un nuovo rinvio di un anno con la legge di bilancio, per allungare fino al 31 dicembre 2023 la sospensione, e poi un ricalcolo del gettito potenziale in primavera nel Def per preparare il terreno alla loro abolizione definitiva.