La regolazione dell’accensione e dello spegnimento del riscaldamento domestico in Italia segue criteri stabiliti dal DPR 412/1993, che suddivide il territorio nazionale in diverse zone climatiche. Anche per il 2026, il calendario resta invariato e lega le tempistiche di utilizzo degli impianti alle condizioni climatiche locali.
Il sistema si basa sui cosiddetti gradi-giorno, un indicatore che misura la temperatura media annua e determina il fabbisogno energetico per il riscaldamento: più il clima è rigido, maggiore è il periodo consentito di accensione.
Le zone climatiche e la logica del sistema
L’Italia è suddivisa in sei fasce, dalla zona A alla zona F, che rappresentano rispettivamente i territori più caldi e quelli più freddi. Questa classificazione ha l’obiettivo di contenere i consumi energetici e ridurre l’impatto ambientale, adattando l’uso degli impianti alle reali esigenze climatiche.
Le aree più calde comprendono alcune zone costiere del Sud e delle isole, mentre le fasce più fredde includono gran parte delle aree alpine e appenniniche.
Quando si spengono i termosifoni nel 2026
Le date di spegnimento variano in base alla zona di appartenenza:
La zona A prevede lo stop al 15 marzo, mentre nelle zone B e C il termine è fissato al 31 marzo. Nelle aree della zona D e della zona E, che comprendono gran parte del Centro-Nord e della Pianura Padana, lo spegnimento è stabilito al 15 aprile.
Per la zona F, che include i territori più freddi, non sono previste limitazioni all’utilizzo del riscaldamento.
Resta comunque la possibilità per i Comuni di intervenire con ordinanze specifiche, prorogando o anticipando lo spegnimento in presenza di condizioni climatiche eccezionali.
Impianti centralizzati e autonomi
Le regole si applicano in modo vincolante agli impianti centralizzati, tipici dei condomini. Per gli impianti autonomi, invece, l’utilizzo resta più flessibile, anche se è comunque raccomandato un uso efficiente per ridurre i consumi.
L’obiettivo resta quello di promuovere un risparmio energetico diffuso, soprattutto nei periodi di clima più mite.











