Roma, umido e bioplastiche: approvata convenzione con il Consorzio di filiera Biorepack

L'accordo, che sarà firmata da AMA su delega della Giunta Capitolina, prevede la raccolta degli imballaggi in bioplastica unitamente alla frazione umida dei rifiuti urbani ed il conferimento degli stessi presso gli impianti di trattamento della frazione organica. Alfonsi: "Come ho già avuto occasione di dire, il tema della qualità della raccolta dell’organico impatta notevolmente sul ciclo dei rifiuti della città. Se ben differenziato rappresenta una grande risorsa"

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Anche a Roma si aggiunge ai nuovi accordi per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile. Nella seduta del 24 marzo 2022 la Giunta Capitolina ha approvato lo schema di convenzione con il Consorzio di filiera Biorepack, che, in ambito europeo, rappresenta il primo sistema di responsabilità estesa del produttore per il riciclo dei rifiuti da imballaggio in plastica biodegradabile e compostabile.

“Un provvedimento necessario per dare effettiva attuazione all’Accordo Quadro siglato nel 2020 tra ANCI e CONAI riguardante la gestione dei rifiuti di imballaggio conferiti al servizio pubblico e all’Allegato Tecnico siglato tra ANCI e Biorepack per il riciclo dei rifiuti di imballaggio in plastica biodegradabile e compostabile” spiega Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, che ha promosso l’iniziativa.

“Con questa Convenzione, che sarà firmata da AMA su delega della Giunta Capitolina, Roma Capitale continua a mettere in atto ogni iniziativa utile alla valorizzazione delle frazioni recuperabili provenienti dalla raccolta differenziata cittadina. Nel caso specifico si tratta della raccolta degli imballaggi in bioplastica unitamente alla frazione umida dei rifiuti urbani, ed il conferimento degli stessi presso gli impianti di trattamento della frazione organica. Attualmente sono circa 100 mila le tonnellate di imballaggi in bioplastica prodotte in Italia, e le stime di cui disponiamo ci dicono che di queste circa 2000 entrano nel ciclo dei rifiuti romano. Come ho già avuto occasione di dire, il tema della qualità della raccolta dell’organico impatta notevolmente sul ciclo dei rifiuti della città. Se ben differenziato e raccolto, il rifiuto organico rappresenta una grande risorsa che grazie agli impianti di trattamento entra a pieno titolo nell’economia circolare che deve rappresentare l’obiettivo finale del nostro lavoro. Diversamente, se il rifiuto organico contamina le altre frazioni rende quasi impossibile il loro trattamento o recupero e finisce soltanto per aumentare la quantità di rifiuto indifferenziato, la più difficile e costosa da trattare e smaltire. Colgo quindi l’occasione per raccomandare ai cittadini romani di fare la massima attenzione nel separare il rifiuto organico dal resto, ricordando che insieme agli scarti alimentari possono essere inseriti i sacchetti compostabili e le bioplastiche, ad eccezione degli elementi rigidi come piatti e bicchieri”.

“Parallelamente a questo – conclude l’Assessora – stiamo portando avanti una interlocuzione con i consorzi di filiera per favorire la raccolta di altre frazioni come la carta, la plastica e gli oli esausti. In particolare questi ultimi, che sono molto ricercati come materia prima seconda e che invece, se dispersi nell’ambiente, rappresentano un fattore altamente inquinante”.

A seguito della sigla della Convenzione, il Consorzio Biorepack riconosce ai Comuni convenzionati la copertura degli oneri sostenuti per la raccolta differenziata, trasporto e trattamento dei rifiuti di imballaggi in bioplastica.