Stop al conferimento dell’indifferenziato nel Barese, 39 comuni in difficoltà. Zero Waste: “Tutta colpa dei capoluoghi”

A partire dal 9 gennaio l'impianto di Conversano ha comunicato di non poter più accettare rifiuti indifferenziati, costringendo molti sindaci ad emettere ordinanze per avvisare i cittadini che l'immondizia non potrà essere raccolta. Il coordinamento pugliese di Zero Waste Italy spiega in un comunicato che la difficile situazione arriva da lontano e coinvolge tutta la regione, a partire dalle scarse performance di raccolta differenziata di Bari, Foggia e Taranto

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“In questi giorni fioccano ordinanze dei sindaci di divieto di conferimento dell’indifferenziato e di pannolini e pannoloni, in tutti i comuni del barese, anche quei comuni che sono intorno all’80% di raccolta differenziata. Così succede che molti comuni virtuosi si ritrovano con le case piene di rifiuti perché l’impianto di Conversano non può accettare i conferimenti in quanto saturo, non potendo far uscire dall’impianto tutto quello che è destinato in discarica o a inceneritore, che quindi rimane accumulato nell’impianto”. Esordisce così il coordinamento pugliese di Zero Waste Italy, in un comunicato in cui evidenzia la difficile situazione che si è venuta a creare nella gestione rifiuti della provincia di Bari.

Lo stop al conferimento è stato comunicato all’Ager (l’Agenzia territoriale della Regione Puglia) lo scorso 5 gennaio, con decorrenza a partire da lunedì 9. Sono in tutto 39 i comuni interessati. Ma il problema arriva da lontano e coinvolge tutta la regione, spiegano gli attivisti di Zero Waste: “Tutto questo succede perché città come Bari, Foggia e Taranto, producono ancora tanti rifiuti indifferenziati, avendo delle percentuali di differenziata vergognose, occupando tutti gli spazi presenti in Puglia. È normale che in una situazione già precaria, il comportamento dei tre capoluoghi ha fatto collassare l’intero sistema pugliese della gestione dei rifiuti. All’Ager non possono mica fare miracoli, cercano di regolare il traffico dei rifiuti verso gli impianti e hanno da tempo segnalato le varie criticità all’assessora regionale all’ambiente Anna Grazia Maraschio, senza che questa si sia mossa in maniera tempestiva per scongiurare l’emergenza in cui ci troviamo in questi giorni”.

Aggiungono gli ambientalisti: “L’assessorato regionale tace anche sui nuovi piani industriali per la gestione dei rifiuti nei tre capoluoghi, pur sapendo che si tratta di piani che non prevedendo il porta a porta e che non permetteranno di raggiungere le percentuali di differenziata conformi alla legge. Sia a Bari che a Foggia sono previste le cosiddette isole ecologiche deficienti, mentre a Taranto è prevista addirittura una raccolta pneumatica sotterranea, tipo Star Trek. La realtà è che a Taranto, nonostante il fallimento delle isole ecologiche deficienti, si continui a spendere soldi per sistemi che saranno molto probabilmente fallimentari, mentre si poteva copiare da sistemi ormai collaudati come il porta a porta”.

“Questo ci condannerà ad una continua emergenza che potrà mettere a rischio l’enorme mole di lavoro nella direzione della sostenibilità, fatto dai tanti comuni virtuosi pugliesi. Oltre a far lievitare i costi, per tutti. Quando vi troverete bollette più salate, con i rifiuti in casa o per le strade, non prendetevela con i vostri sindaci ma prendetevela con chi ha tollerato che una città come Bari possa aver prodotto 100 mila tonnellate di indifferenziato nel 2022, prendetevela con chi ha permesso che a Foggia si producessero circa 60 mila tonnellate di indifferenziato nel 2022, prendetevela con chi ha permesso che a Taranto si producessero più di 70 mila tonnellate di indifferenziato, sempre per il 2022. Adesso confrontate questi dati con la quantità di indifferenziato dei vostri comuni e vi renderete conto voi stessi a chi dare la colpa. C’è qualcuno che deve smetterla con la narrazione e c’è anche qualcun altro che dovrebbe prendere atto del proprio fallimento e rassegnare le dimissioni”.