Greenpeace su tassonomia, gas fossile e nucleare definiti “green”: “Grave minaccia per l’ambiente, prepariamo azione legale”

Il Parlamento europeo non ha raccolto abbastanza voti per bloccare il controverso piano della Commissione. Prima che l'azione legale abbia inizio, Greenpeace presenterà una richiesta formale di revisione interna. In caso di esito negativo, porterà la causa alla Corte di Giustizia europea

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Foto di NakNakNak da Pixabay

Greenpeace annuncia che intraprenderà un’azione legale contro la Commissione europea a seguito dell’inclusione del gas fossile e dell’energia nucleare nella Tassonomia, cioè nell’elenco degli investimenti ritenuti sostenibili dall’UE. 

Stamattina a Strasburgo il Parlamento europeo non ha infatti raccolto abbastanza voti per bloccare il controverso piano della Commissione. Solo 278 eurodeputati hanno votato contro l’etichetta sostenibile per il gas e il nucleare, non raggiungendo i 353 voti necessari per bloccare la proposta. 

In risposta al voto del Parlamento, Ariadna Rodrigo, della campagna Finanza sostenibile di Greenpeace UE, dichiara: «È oltraggioso etichettare il gas fossile e il nucleare come “verdi” e far fluire così più denaro verso le casse che finanziano la guerra di Putin in Ucraina. Per questo continueremo opporci in tribunale. Le vergognose trattative interne alla Commissione europea influenzate dalle lobby dei combustibili fossili e del nucleare non basteranno. Siamo ispirati dalle attiviste e dagli attivisti per il clima che questa settimana si sono riuniti a Strasburgo, e siamo fiduciosi che i tribunali annulleranno questo tentativo di greenwashing sostenuto dalla politica, in quanto si tratta di una chiara violazione delle leggi dell’Unione europea».

Prima che l’azione legale abbia inizio, Greenpeace presenterà alla Commissione europea una richiesta formale di revisione interna. In caso di esito negativo, Greenpeace porterà la causa alla Corte di Giustizia europea.

Il voto che ha dato il via libera all’etichetta green per false soluzioni come il gas fossile e l’energia nucleare – che, oltre a non aver risolto i suoi problemi di sicurezza, gestione a lungo termine delle scorie e proliferazione atomica, richiede molte più risorse finanziarie e tempi più lunghi rispetto alle rinnovabili – è in netto contrasto con quanto servirebbe davvero in un momento storico come questo, in cui gli effetti dei cambiamenti climatici – ondate di calore in tutta Europa, siccità e tragedie come quella avvenuta sul ghiacciaio della Marmolada – hanno gravi conseguenze sulla vita di tutte e tutti noi. Secondo Greenpeace il voto del Parlamento europeo rischia di rallentare ulteriormente la lotta alla crisi climatica, esponendo le persone e il pianeta a eventi climatici sempre più estremi.