T&E: il passo indietro Ue sui motori non aiuterà le aziende

Transport & Environment (T&E) denuncia l'inversione dell'Unione europea sull'eliminazione delle vendite di motori a combustione per il 2035, che secondo la Federazione invia un segnale confuso all'industria automobilistica europea e ai consumatori. Estendere le vendite di motori a combustione distoglierebbe gli investimenti dai veicoli elettrici. Il direttore esecutivo di T&E: “L'Ue ha scelto la complessità rispetto alla chiarezza. Allevare cavalli più veloci non avrebbe mai potuto fermare l'ascesa dell'automobile. Ogni euro deviato negli ibridi plug-in è un euro non speso per i veicoli elettrici, mentre la Cina corre più veloce"

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Secondo Transport & Environment (T&E), la Federazione europea per il trasporto e l’ambiente, l’inversione dell’Unione europea sull’eliminazione delle vendite di motori a combustione per il 2035 invia un segnale confuso all’industria automobilistica europea e ai consumatori. Con la presentazione del “pacchetto auto” del 17 dicembre, la Commissione europea ha fatto un passo indietro: per il 2035 le case automobilistiche dovranno ridurre le emissioni di CO2 del 90 per cento, anziché del 100 per cento, come precedentemente stabilito dalla normativa comunitaria, revocando quindi il divieto di vendita dei veicoli con motore a combustione interna adottato nel 2023.

Le case automobilistiche potranno quindi continuare a vendere auto con motore a diesel e benzina, nonostante l’obiettivo dell’Ue di togliere dalle strade le ultime auto inquinanti entro il 2050. Questo distoglierà gli investimenti dall’elettrificazione in un momento in cui i produttori europei hanno urgente bisogno di raggiungere i produttori cinesi di veicoli elettrici.

Obiettivi rivisti sui motori

T&E calcola che nel 2035 verrano venduti fino al 25 per cento in meno di veicoli elettrici a batteria rispetto all’obiettivo iniziale. I Battery Electric Vehicles (Bev) domineranno il mercato delle auto solo dal 2030 in poi. Questo perché le case automobilistiche guadagnano crediti per l’acciaio verde nella produzione di veicoli e riceveranno ulteriori crediti per biocarburanti avanzati e carburanti elettronici. Secondo T&E i crediti dei carburanti consentirebbero alle aziende di auto di vendere meno veicoli elettrici in cambio di risparmi su emissioni inesistenti. Nel caso dei motori con biocarburanti avanzati, che non possono essere rimossi in modo sostenibile, crescerebbe anche la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di olio da cucina e grassi animali, che sono spesso soggetti a frodi.

@Transport & Environment

“L’Ue ha scelto la complessità rispetto alla chiarezza – commenta William Todts, direttore esecutivo di T&E -. Allevare cavalli più veloci non avrebbe mai potuto fermare l’ascesa dell’automobile. Ogni euro deviato negli ibridi plug-in è un euro non speso per i veicoli elettrici, mentre la Cina corre più veloce. Agganciarsi ai motori a combustione non renderà di nuovo grandi le case automobilistiche europee”.

Inverdimento delle flotte aziendali

T&E accoglie con favore l’annuncio degli obiettivi nazionali di elettrificazione delle grandi aziende, ma questi non saranno abbastanza ambiziosi per aumentarne l’adozione in un settore che dovrebbe guidare gli sforzi di elettrificazione dell’Europa. È allarmante anche il fatto che le aziende, per raggiungere questi obiettivi, potrebbero aumentare l’adozione di Plug-in Hybrid Electric Vehicle (Phev), che però hanno emissioni di CO2 molto più elevate di quanto affermano le case automobilistiche. La mancata inclusione, da parte dell’Ue, degli obiettivi di elettrificazione per il settore degli autotrasporti è un’opportunità mancata nel sostegno ai produttori per il raggiungimento delle emissioni zero.

In più, il piano dell’Ue di promuovere la produzione di piccoli veicoli elettrici potrebbe comportare una riduzione nella vendita di auto elettriche: ogni piccola auto venduta conterebbe come 1,3 auto di dimensioni più grandi a emissioni zero, riducendo il numero totale di veicoli elettrici che si dovrebbe vendere.

La strategia Battery Booster

La strategia Ue denominata Battery Booster, pubblicata insieme al pacchetto, non riesce a garantire nuovi finanziamenti per sostenere l’industria delle batterie europee e rivede al ribasso le risorse del Fondo per l’innovazione precedentemente annunciati. “È bello vedere la Commissione agire sull’elettrificazione delle flotte aziendali – conclude Todts -. Ma dovremmo puntare a rendere le grandi aziende completamente elettriche in un mercato che è sostento da decine di miliardi di agevolazioni fiscali finanziate con fondi pubblici“.

Le proposte legislative sugli standard di CO2 delle auto, sulle flotte aziendali e sui piccoli veicoli elettrici (regolamentazione Omnibus) devono essere discusse e concordate dal Parlamento europeo e dai governi nazionali prima di entrare in vigore. L’Industrial Accelerator Act, che sarà pubblicato il prossimo gennaio, aiuterà a definire cosa rientra nei veicoli elettrici e nelle batterie “made in Europe”.

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