Torino. Amiat: “L’efficacia delle ecoisole informatizzate ad accesso controllato – Parlano i dati”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Amiat - Gruppo Iren dopo gli articoli sulle eco-isole da noi pubblicati nei giorni scorsi: "Appare del tutto evidente come il sistema ad ecoisole ad accesso controllato abbia consentito di raggiungere ottimi risultati, migliori non soltanto della raccolta stradale, ma anche di quelli ottenuti con il sistema porta a porta"

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Con riferimento agli articoli apparsi sulla Vostra testata rispettivamente il 19/3/2021 (I dubbi di Pro Natura sulle nuove eco-isole a Torino) ed il 20/3/2021 (Eco-isole intelligenti. Legambiente Metropolitano Torino: ‘Scelta operativa quantomeno discutibile’) riteniamo indispensabile fornire alcune doverose precisazioni, basate su riscontri oggettivi.

Desideriamo innanzi tutto sottolineare che le valutazioni e le scelte sul modello di raccolta da adottare in un determinato ambito territoriale vengono da AMIAT e dall’Amministrazione Comunale assunte sulla base di dati concreti, riferiti alla specifica realtà in esame, e non su studi e/o considerazioni generiche.

Partiamo quindi proprio dai dati registrati sulla raccolta differenziata a Torino negli ultimi periodi, già peraltro comunicati in diverse Commissioni Consiliari sul tema, con particolare riferimento ai risultati misurati nelle zone servite con ecoisole informatizzate.

Come noto, anche al fine di testare il sistema e raccogliere informazioni che permettessero di ponderare correttamente le valutazioni future, nel corso del 2019 è stata realizzata la prima installazione di 30 ecoisole informatizzate nell’ambito del cosiddetto “progetto Traiano”. Il resto del quartiere Filadelfia-Lingotto è, invece, stato contestualmente trasformato col modello porta a porta (pap).

Le percentuali di raccolta differenziata (%RD) misurate nel quartiere negli ultimi periodi sono state:

  • % RD anno 2018 con raccolta stradale (prima della trasformazione del modello di raccolta): 32,3%
  • % RD secondo semestre 2019 nella zona Filadelfia-Lingotto appena trasformata a pap: 55,4%
  • % RD secondo semestre 2019 della zona Traiano appena trasformata a ecoisole: 60,7%
  • % RD anno 2020 nella zona Filadelfia-Lingotto trasformata a pap: 61,6%
  • % RD anno 2020 nella zona Traiano trasformata a ecoisole: 68,3%

Appare del tutto evidente come il sistema ad ecoisole ad accesso controllato abbia consentito di raggiungere ottimi risultati, migliori non soltanto della raccolta stradale, ma anche di quelli ottenuti con il sistema porta a porta.

Visti i risultati raggiunti con le prime installazioni si è deciso con l’Amministrazione Comunale di proseguire su altri quartieri nel corso del 2020 (dopo uno stop dovuto al lockdown, che ha evidentemente rallentato i piani di sviluppo inizialmente previsti).

Di seguito si sintetizzano i risultati ottenuti a Torino nel secondo semestre del 2020:

  • I quartieri con raccolta stradale “tradizionale” ancora da trasformare hanno registrato valori di % RD che oscilla da 30% a 38%, allineati a quelli degli anni precedenti;
  • I quartieri con raccolta porta a porta (con contenitori condominiali) hanno registrato una % RD allineata a quella degli anni precedenti, con valori che vanno da un minimo di 51,2% di Lucento-Vallette ad un massimo di 64,7% di Filadelfia-Lingotto;
  • L’area di c. Traiano (con ecoisole informatizzate) ha raggiunto una % RD pari a oltre il 70%, migliore del quartiere Filadelfia-Lingotto di cui fa parte (64,7%), trasformato invece in porta a porta nello stesso periodo del 2019;
  • L’area delle Spine (con ecoisole informatizzate dal secondo semestre 2020) ha raggiunto una % RD del 68%, più alta di tutti gli altri quartieri serviti col sistema porta a porta;
  • Il quartiere Crocetta, già servito da anni col modello porta a porta, in seguito alla trasformazione negli ultimi mesi 2020 dell’area S. Secondo a ecoisole informatizzate è passato da una %RD del 57,6% (dato 2019) ad una del 65,8% nel secondo semestre 2020.

Riteniamo che questi dati dimostrino in modo oggettivo l’efficacia del sistema adottato: la differenza rispetto ad un sistema di raccolta stradale tradizionale (cioè quello a cui si fa riferimento nelle lettere pubblicate negli articoli sopra citati e nella indagine conoscitiva dell’AGCM richiamata da Legambiente) è inconfutabile, come risulta evidente dai risultati raggiunti nel passaggio da una raccolta stradale (%RD media 34,2%) a una ad ecoisole informatizzate (%RD media 69,3%).

Non è quindi corretto considerare analoghi i due sistemi (raccolta stradale e raccolta tramite ecoisole), i cui razionali sono tra loro completamente differenti. Infatti, mentre con la raccolta stradale tradizionale si ipotizzavano delle volumetrie a servizio di una macro-zona, ammettendosi la possibilità per chiunque di conferire ovunque sul territorio cittadino, con le ecoisole informatizzate, grazie all’accesso controllato, si definisce una micro-zona di servizio. Indicando a gruppi di residenti/dimoranti la specifica ecoisola dove conferire i propri rifiuti, si crea una stretta correlazione tra il luogo di produzione e il luogo di conferimento, similmente – anzi, in modo ancor più individuale – a quanto accade con i contenitori posti nei cortili o in strada fronte civico in caso di raccolta porta a porta.

Non a caso la Regione Piemonte definisce tale modalità di raccolta come una “Raccolta domiciliare esternalizzata”, perfettamente in linea con le previsioni del Piano Regionale di gestione dei rifiuti urbani.

Con riferimento alla qualità del rifiuto conferito, sono state eseguite due analisi merceologiche rispettivamente per le ecoisole del progetto Traiano (a fine 2019) e per quelle delle Spine (ad inizio 2021). In entrambi i casi l’analisi è risultata in linea con quella del sistema porta a porta, registrando anzi dei miglioramenti per alcune frazioni.

Si evidenzia inoltre che, contrariamente a quanto sostenuto nelle lettere pubblicate degli articoli sopra citati, l’impiego delle ecoisole informatizzate permette l’applicazione della tariffa puntuale, in modo peraltro più vantaggioso rispetto alla raccolta porta a porta condominiale, che è il modello storicamente applicato a Torino in base alle condizioni urbanistiche esistenti. Infatti, mentre quest’ultima consentirebbe esclusivamente l’applicazione di una tariffa per condominio (con conseguente necessità di ripartizione arbitraria tra le diverse unità abitative), le ecoisole ad accesso controllato permettono l’introduzione di una vera tariffa puntuale per singola utenza, dotata di tessera personalizzata, potendone monitorare e conteggiare il numero di conferimenti.

Ciò permetterà quindi di responsabilizzare maggiormente ogni singolo nucleo familiare e, di conseguenza, di incidere ulteriormente sulla riduzione dei rifiuti indifferenziati.

Il sistema presenta poi ulteriori vantaggi, di cui occorre altresì tenere in conto, quali ad esempio:

  • La possibilità di monitorare i conferimenti delle singole utenze per ogni frazione e, in caso di comportamenti anomali (es. la rilevazione di accesso esclusivo alla frazione dell’indifferenziato), sensibilizzare i cittadini tramite comunicazioni mirate.
  • La riduzione delle emissioni in atmosfera sia per minor numero di mezzi circolanti sia per minor numero di “stop and go” rispetto ad un sistema porta a porta.
  • La mancata necessità di esposizione dei contenitori condominiali, con conseguente eliminazione dei relativi oneri per i condomini.
  • L’impiego di modalità lavorative che riducono considerevolmente la necessità di movimentazione manuale di carichi, con benefici per il personale addetto alla raccolta.

Nelle lettere pubblicate negli articoli sopra citati si fa anche riferimento ad esperienze di altre città. A tale proposito giova evidenziare che la tecnologia utilizzata nelle ecoisole ad accesso controllato ha raggiunto un grado di “maturazione” e si è consolidata negli ultimi anni; per questo motivo si sta assistendo al suo sviluppo soltanto in tempi relativamente recenti. Diverse città la stanno infatti adottando ed altre hanno in previsione di impiegarla nei prossimi anni.

Tra gli esempi ne citiamo uno particolarmente significativo rappresentato dalla città di La Spezia che nel corso del biennio 2019-2020 ha trasformato il modello di raccolta da porta a porta a ecoisole ad accesso controllato nella maggior parte della città. La % RD è passata da circa il 67% del 2018 ad oltre il 75% del 2020.

Come detto, il sistema è inoltre predisposto per la tariffazione puntuale, tanto che l’amministrazione comunale spezzina ha deciso di applicare dal 2021 la tariffa corrispettivo.

Per quanto riguarda gli abbandoni di rifiuti a fianco dei cassonetti, nel sottolineare che si tratta di comportamenti isolati dovuti a pochi cittadini incivili, si ricorda che lo stesso problema si verifica anche nelle zone servite tramite porta a porta nei casi in cui, per mancanza di spazi interni, i contenitori condominiali sono collocati su strada, chiusi a chiave.

Per contrastare questi comportamenti scorretti, AMIAT, di concerto con l’Amministrazione comunale, ha messo in campo molteplici iniziative. Si riportano le principali:

  • incremento dei passaggi di motocarri per ripristinare le situazioni di anomali abbandoni in prossimità delle ecoisole; iniziativa peraltro sempre prevista in occasione delle trasformazioni relative alla modalità di raccolta (sia da stradale a porta a porta, sia da stradale ad ecoisole informatizzate);
  • impiego sul territorio di un adeguato numero di controllori ambientali per sensibilizzare e formare l’utenza al cambio di modello e per monitorare la situazione sul territorio stesso;
  • ricorso ad installazione di telecamere per intercettare comportamenti illeciti, prevedendo anche relative sanzioni.

Dopo un periodo di messa a regime iniziale, indispensabile nei premi 2-3 mesi a valle di tutte le trasformazioni di modello di raccolta, per consentire il cambio di abitudini da parte della cittadinanza, le azioni si stanno dimostrando efficaci. A differenza di quanto sostenuto da Legambiente nella lettera pubblicata, nessuna di queste azioni ha comportato un incremento di costi per l’amministrazione comunale rispetto alla raccolta porta a porta.

Anche con riferimento ai costi del servizio per abitante, richiamati da Legambiente, occorre evidentemente effettuare confronti omogenei, tra realtà di analoghe dimensioni e complessità.

A tale proposito, dalla stessa indagine ISPRA citata da Legambiente, si evidenzia come Torino abbia costi per abitante (207,2 euro/ab) totalmente allineati, anzi inferiori a quelli di altre realtà di analoghe dimensioni (Milano: 226,7 euro/ab; Genova: 266,6 euro/ab; Firenze, in parte servita ad ecoisole: 204,1 euro/ab; Roma: 255,9 euro/ab; Napoli: 227,7 euro/ab).

Confidiamo pertanto che i dati e i confronti esposti in questo documento possano dimostrare in modo evidente l’efficacia delle scelte adottate. Amiat resta disponibile ad ulteriori confronti costruttivi nonchè a fornire ogni ulteriore elemento possa essere ritenuto necessario, come peraltro avviene regolarmente in occasione di Commissioni Consiliari sul tema e durante gli incontri presso le Circoscrizioni.

AMIAT

Ufficio stampa Gruppo Iren