Torino, ok del Comune a un Piano cittadino dell’economia sociale

La Sala Rossa approva all'unanimità la mozione presentata da Tiziana Ciampolini (Torino Domani) che chiede di declinare ed elaborare un Piano dell’Economia sociale specifico per la Città di Torino, a partire dal Piano metropolitano. L'obiettivo è valorizzare le specificità della città in uno strumento di indirizzo strategico: la base saranno le politiche del cibo

Piano dell'Economia sociale

Il 9 febbraio il Comune di Torino ha approvato all’unanimità una mozione che chiede di declinare ed elaborare un Piano dell’Economia sociale specifico per la Città di Torino, parallelo e collegato a quello metropolitano. Il documento intende valorizzare le specificità della città in uno strumento di indirizzo strategico e di coordinamento delle molteplici sperimentazioni e progettualità già attive.

In particolare, il documento chiede di riconoscere le politiche del cibo come componente strutturale dell’economia sociale torinese, in primo luogo per utilizzare le esperienze già attive, come Atlante del Cibo, Guida per una Politica del Cibo 2030, Food Wave, Empori solidali, Case del Quartiere, Community Land Trust e Comunità energetiche rinnovabili. Ma anche per prevedere l’elaborazione di un Piano “Food & Social Economy”, volto a sostenere filiere corte, contrasto allo spreco, inclusione lavorativa e innovazione sociale nel sistema alimentare torinese.

La mozione propone poi di organizzare, entro il primo semestre del 2026, un momento pubblico di presentazione e confronto in sede di Consiglio comunale sul Piano nazionale e sul Piano metropolitano per l’economia sociale.

Le parole di Ciampolini e consiglieri sul Piano dell’economia sociale

Il testo era stato presentato il 14 gennaio scorso da Tiziana Ciampolini (Torino Domani) nella riunione delle Commissioni Terza e Quarta. “È un atto importante – aveva spiegato in quell’occasione – che riguarda un tema ancora non presente nel dibattito politico. Riguarda lo sviluppo e la competitività del territorio e la coesione sociale. L’Italia sta sviluppando un Piano dell’Economia sociale a partire da una raccomandazione europea del 2023 per trovare nuove soluzioni a lacerazioni sociali e povertà, non delegando il tema solo al terzo settore”.

“La Città Metropolitana di Torino – continua Ciampolini – è stata tra le prime in Italia a decidere di costruire e adottare un Piano per l’Economia sociale. È una questione di metodo e prospettiva che richiede una declinazione a livello cittadino, anche considerando il fatto che Torino ha una tradizione di lungo periodo nel collegare politiche sociali, sviluppo economico e rigenerazione urbana e ha già avviato varie sperimentazioni, oltre a ospitare il Competence Center nazionale per l’Innovazione sociale“.

Dopo l’approvazione della mozione, Ciampolini si è detta soddisfatta: “Siamo in una fase cruciale per l’economia sociale, che non ha più solo una funzione riparativa, ma è in grado di generare valore e può costruire regole di fiducia, coesione e partecipazione. Torino può svolgere un ruolo importante nel connettere le politiche pubbliche con l’innovazione sociale e nel declinarle nel Piano dell’economia sociale, soprattutto per quando riguarda le politiche del cibo, la transizione ecologica e il protagonismo giovanile”.

Nel dibattito in Sala Rossa, Pierino Crema (Pd) ha evidenziato come l’economia sociale sia un’opportunità per la crescita del territorio e il miglioramento della qualità della vita. “Torino – ha invece commentato Sara Diena (Sinistra ecologista) – ha sempre saputo coniugare le politiche sociali con lo sviluppo economico e la crescita urbana e questo documento può ulteriormente consolidare il ruolo guida della città. Per Claudio Cerrato (Pd) “sono fondamentali la rete territoriale e il coinvolgimento dell’Amministrazione e della Camera di Commercio”.

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