Nei controviali condivisi a priorità ciclabile di Torino non è più garantita la sicurezza

Lo dice la Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico, organo ufficiale del Consiglio Comunale della Città di Torino, che richiede informazioni e chiarimenti sullo stato di degrado dei controviali ciclabili prioritari e sulla necessità di ripristinare la segnaletica orizzontale: siamo tornati al 2019 "le persone in auto guidano in uno spazio totalmente auto-centrico, senza più la segnaletica orizzontale come unico elemento di moderazione del traffico. È rimasta solo più la segnaletica verticale, con piccoli cartelli ai lati, quotidianamente ignorata"

Torino controviali ciclabili
Corso Vittorio Emanuele II

La Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico, organo ufficiale del Consiglio Comunale della Città di Torino, richiede informazioni e chiarimenti sullo stato di degrado dei controviali ciclabili prioritari e sulla necessità di ripristinare la segnaletica orizzontale.

Nel 2020, durante la pandemia da Covid-19, la Consulta propose di rendere prioritari per le biciclette i controviali dei principali corsi torinesi, con l’obiettivo di facilitare la ripresa e promuovere gli spostamenti in bicicletta in un momento in cui il trasporto pubblico era percepito come un luogo di potenziale contagio. Tuttavia, per mancanza di risorse, il progetto fu realizzato esclusivamente attraverso segnaletica orizzontale e verticale, senza interventi strutturali significativi di moderazione del traffico. La segnaletica consisteva in pittogrammi di biciclette e segnali di velocità massima consentita.

Negli anni successivi, a causa della bassa qualità dei materiali utilizzati e dell’usura provocata dai veicoli pesanti, la segnaletica orizzontale si è progressivamente deteriorata. Nel giugno 2024, la Consulta ha rilevato che la segnaletica è quasi del tutto scomparsa, rendendo i controviali ciclabili indistinguibili e compromettendo la sicurezza di chi utilizza biciclette e monopattini. Di conseguenza, gli automobilisti non percepiscono più di trovarsi in aree a priorità ciclabile e a velocità moderata, aumentando il rischio di incidenti.

La Consulta sottolinea inoltre che i chilometri di controviali ciclabili sono ancora inclusi nella comunicazione “270” sulla mobilità sostenibile di Torino (https://urbanlabtorino.it/mappe/mobilita-sostenibile-270/), nonostante la realtà attuale evidenzi segnaletica scolorita e pittogrammi di biciclette e limiti di velocità praticamente scomparsi. Pertanto, questi controviali dovrebbero essere esclusi dal conteggio totale.

Secondo la Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico siamo tornati al 2019 “le persone in auto guidano in uno spazio totalmente auto-centrico, senza più la segnaletica orizzontale come unico elemento di moderazione del traffico. È rimasta solo più la segnaletica verticale, con piccoli cartelli ai lati, quotidianamente ignorata”.

La Consulta chiede quindi congiuntamente ai due Assessorati chiede di valutare:

  • STEP 1: Manutenzione e ripristino urgente della segnaletica orizzontale scolorita, portando a 30 km orari i pittogrammi ancora ai 20. Si sollecita un impegno per procedere con la manutenzione e gestione della rete ciclabile, l’azione positiva di incremento degli assi rischia di essere vanificata se non si garantisse la manutenzione
    • Per manutenzione si intende la necessità di rivedere la pavimentazione degradata dei vecchi tracciati (a volte pericolosa), ripristinare e mantenere la segnaletica a terra ove scomparsa e rivedere alcuni vecchi tracciati non più a norma rispetto alle esigenze attuali di numero di ciclisti e funzionalità dei percorsi
  • STEP 2: Piano manutentivo per le ciclabili con budget annuale. Al pari delle esigenze manutentive di tutto il suolo come strade e marciapiedi, la Consulta sollecita uno stato decoroso e sicuro anche per il manto di ciclabili e controviali condivisi: un investimento dedicato e costante negli anni
  • STEP 3: Qualità degli spazi condivisi con interventi strutturali, quali chicane per auto, attraversamenti rialzati, progressiva riduzione e alternanza di parcheggi per rompere la rettilinearità, materiali diversi dall’asfalto. Azioni concrete, strutturali, affinché il disegno stesso della viabilità impedisca fisicamente di oltrepassare la velocità massima di 30 km orari. (E-Bis, Strada Urbana Ciclabile)