Torino verso le elezioni: i temi caldi della mobilità

Abbiamo intervistato Enrico Fedeli di trattoxtratto, che si presenta come "un’iniziativa civica pensata per elaborare e promuovere, di concerto con la cittadinanza e le associazioni, una visione comune della mobilità futura di Torino e del Piemonte". Si è parlato di moderazione del traffico privato e incentivazione di quello pubblico con una serie di proposte su ztl, tram, treni e metropolitana

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Buongiorno Enrico, presenta prima di tutto il tuo gruppo.

“Trattoxtratto nasce come iniziativa civica sulla mobilità sostenibile all’interno del circolo Legambiente greenTO. L’esperienza si è arricchita nel tempo di tante collaborazioni con altre realtà, sia dentro che fuori Torino. L’idea era quella di parlare di mobilità sotto tutti gli aspetti e le modalità, auto, mezzi pubblici, bici eccetera. E soprattutto di creare un piccolo presidio sul trasporto pubblico di Torino, dato che prima non esistevano realtà che ne parlassero, mentre il contesto torinese è molto ricco di associazioni ciclistiche.

Cominciamo dal tema ricorrente del centro città. Un sondaggio recentissimo dice che favorevoli a un pedaggio per le auto dei non residenti sono il 42 per cento dei cittadini. Gli altri sono molto o abbastanza contrari. Che ne pensi?

Parlandone con altri attivisti siamo rimasti in molti sorpresi dal 42%. Le tariffe di ingresso nei centri storici delle città sono sperimentate e funzionano, ma tendono ad essere criticare per due motivi. Uno, non riducono necessariamente le possibilità di entrare in centro, anzi, in teoria rispetto ad una ztl, lasciano aperta la possibilità – a patto di pagare. Due, le tasse sui trasporti, in generale, tendono ad essere regressive e a colpire di più le fasce più povere della popolazione. Sembra una misura per ricchi. Credo sia giusto ribaltare la prospettiva: invece di pensare come eliminare il traffico privato dal centro, sarebbe utile capire come il centro storico, e in generale le parti auliche o commercialmente vivaci della città, possono migliorare la loro qualità urbana. A quel punto si sceglie la strategia migliore.

Quindi 42% è alto? Che Ztl sarebbe adeguata? Regolata con permessi o pedaggi?

Sì, 42% è un risultato sopra le aspettative, ma non necessariamente quello della tariffa è il metodo migliore. Una ztl sana e funzionale, estesa su tutta la giornata, come in tutte le altre città italiane, è forse preferibile.

Di che estensione?

In generale città comparabili a Torino, come Palermo o Bologna, hanno ztl estese su tutta la giornata, a volte anche la notte, con divieto di accesso totale. Anche i residenti non hanno molti permessi annuali. E non parlo di contesti in cui il trasporto pubblico sia migliore che a Torino, anzi. Il fatto è che lo spazio stradale in centro storico è poco e va utilizzato al meglio. Le auto ne consumano troppo, sia in corsie sia in parcheggi e quindi la logica in tutto il mondo è quella di cercare di limitare il traffico veicolare. Perché a Torino non se ne può parlare? Sicuramente almeno per la totalità del centro storico. Inoltre si potrebbe pensare alla creazione di piccole ztl anche in aree della città diverse dal centro, che siano ben servite dai mezzi pubblici, dove il tessuto commerciale, che beneficia sempre dalle restrizioni alle auto, e/o il ridotto spazio stradale lo richiedono.

Veniamo alla vostra proposta, nuovo tpl prima della seconda linea della metropolitana.

Noi abbiamo pronta una proposta per eliminare quasi completamente i bus dal centro storico, rafforzando la rete tranviaria e metropolitana ed elettrificando i restanti bus. Un aspetto su cui si può lavorare. Ad oggi molti spazi del centro potrebbero essere pedonalizzati o utilizzati meglio. Largo Bertola invece di essere uno spazio di socialità è un capolinea. Basterebbe rendere le linee che vi si fermano passanti per recuperare quello spazio. Per quanto riguarda la linea M2 della metro, costerà 5 miliardi e per ora è finanziata solo per 800 milioni. Non bastano neanche a farne un pezzo funzionalmente sensato. Il suo completamento prima del 2035 mi sembra un miraggio. E poi non arriva in tutta la città. Dove non arriveranno le linee metropolitane che si fa? La nostra proposta è quella di potenziare l’esistente, migliorando la rete tranviaria, che in tutta Europa è utilizzata al pari di una rete metropolitana ma di superficie, per potenzialità di riqualificazione urbana e qualità degli spostamenti. Il tram moderno o metrotranvia è veloce, sicuro, regolare, accessibile e affidabile. Basterebbero fondi davvero limitati per ottenere un risultato notevole.

Qualcuno dei candidati vi dà retta?

Si parla di 300 milioni per una rete di oltre 100 km. Ci si potrebbero costruire non più di 2-3 km di metropolitana in galleria… Ci sono candidati al consiglio comunale o nelle circoscrizioni che pubblicamente hanno appoggiato l’idea di potenziare la rete tranviaria di Torino per portarla a standard davvero moderni.

Sindaci?

Non abbiamo sentito il parere in merito. In generale ci è parso di capire che, da varie parti, ci sia un interesse ad approfondire l’argomento.

Parliamo di Porta Nuova e dei treni. Abbiamo un sondaggio, la proposta è impopolarissima: Porta Nuova senza treni

Porta Nuova non è solo una stazione, ma una stazione capolinea. I treni lì si fermano e possono, per l’appunto, stazionare. Se si chiude Porta Nuova, come qualcuno propone, semplicemente quei treni devono perlopiù sparire, perché né a Porta Susa né al Lingotto c’è spazio per un capolinea sufficiente. Quindi chiudere Porta Nuova significherebbe solo una Torino più isolata, con meno treni.

In questi ultimi anni il traffico privato motorizzato è aumentato o diminuito?

C’è stato il covid, i dati sono sballati. In generale la tendenza è una diminuzione dell’uso dell’auto.

Com’è a Torino il modal split?

Col covid i dati si sono sicuramente modificati temporaneamente. Al 2019 il PUMS ci dice che più del 60% degli spostamenti interni a Torino erano fatti con un mezzo privato motirizzato. La tendenza è in miglioramento, ma non basta.

E però le auto immatricolate sono di più.

Sì, quella è una tendenza preoccupante. Abbiamo più auto che singolarmente si spostano di meno o quasi.