L’Ue ha sottoscritto la Dichiarazione contro la disinformazione climatica

Lo scorso 20 gennaio l'Unione europea ha sottoscritto la Dichiarazione sull'integrità dell'informazione sui cambiamenti climatici, il testo contro la disinformazione climatica lanciato alla Cop30 di Belém e sostenuto da 15 Stati dell'Ue. Secondo l'indagine Eurobarometro 2025, il 52% degli europei afferma che i media tradizionali non riescono a fornire informazioni chiare sui cambiamenti climatici

disinformazione climatica

Il 20 gennaio scorso l’Unione europea ha sottoscritto la Dichiarazione sull’integrità dell’informazione sui cambiamenti climatici. Una scelta a sostegno della lotta a disinformazione climatica, notizie false e pericoli dell’intelligenza artificiale. La Dichiarazione era stata lanciata durante il vertice della Cop30 di Belém del novembre scorso ed è stata sostenuta da 15 Stati membri tra cui Belgio, Germania e Spagna.

Secondo l’indagine Eurobarometro 2025 sui cambiamenti climatici, il 52% degli europei afferma che i media tradizionali non riescono a fornire informazioni chiare sul tema, mentre il 49% riferisce difficoltà nell’identificare contenuti affidabili sui social. Una recente indagine di Press Gazette, periodico del Regno Unito, ha individuato oltre mille articoli sulla stampa britannica attribuiti a esperti falsi, inesistenti o potenziati dall’intelligenza artificiale.

Come parte degli sforzi per affrontare il problema, la Direzione generale per l’Azione per il Clima (Dg Clima) della Commissione europea ha lanciato la campagna “#ClimateFactsMatter“. L’iniziativa mira a fornire ai cittadini gli strumenti giusti per affrontare la disinformazione sul clima, illustrando le principali tecniche utilizzate per fuorviare il pubblico.

Cos’è la disinformazione climatica?

La disinformazione climatica è definita come la diffusione intenzionale di informazioni false o fuorvianti sul cambiamento climatico e sull’azione per il clima, tra cui la negazione completa e le teorie del complotto. Non rientra nella definizione la misinformation, ovvero la diffusione di informazioni false non intenzionale.

“Viviamo in un mondo in cui la minaccia del cambiamento climatico sta diventando sempre più urgente e, allo stesso tempo, dove abbondano verità alternative e disinformazione – commenta Wopke Hoekstra, commissario europeo per il Clima, le Emissioni nette zero e la Crescita pulita -. Questo è motivo di preoccupazione perché i dibattiti pubblici informati sono essenziali per affrontare efficacemente la crisi climatica“.

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